Foto
 

Come è nata l'idea di diffondere l'autentica arte culinaria italiana attraverso il suo ristorante all'estero?
La cucina mi scorre nel sangue, sono sempre stato appassionato di gastronomia.
Ho studiato,ho fatto il mio lungo percorso di apprendistato, ed in  Svizzera ho avuto molte esperienze in ristoranti di alto profilo.
La vera occasione però si è presentata quando ho avuto modo di prendere in gestione  il “Buon gusto” ed ormai sono quasi  10 anni di questa bellissima avventura.

Che tipo di atmosfera ha ricreato presso il suo ristorante?
Ho voluto che l'atmosfera fosse fresca e spensierata,il cliente deve sentirsi subito a  proprio agio.
Molto del merito va allo staff.
Personale italiano, giovane e preparatissimo, dei veri professionisti.
Questo lavoro pretende che ci si metta il cuore nel farlo e noi lo facciamo ogni giorno affinché sia palpabile.


Come potremmo definire la cucina del suo ristorante?
Voglio premettere che durante il giorno vendo direttamente prodotti di gastronomia per la Svizzera,  ricercando sempre il meglio  del Made in Italy ed offrendolo alla clientela.
Questo rende più semplice la prima parte del lavoro di ristorazione potendo fare affidamento su prodotti che so già che avranno un'ottima resa nei piatti.
La carta principale del ristorante viene cambiata ciclicamente 4 volte l'anno, a seconda della stagione, la mia cucina deve essere genuina e gustosa, ma soprattutto rispettosa della materia prima: fresca ed eccellente.

Cosa pensa del lato creativo della cucina italiana?
La creatività è  il 50% del nostro lavoro, mentre l'altro 50% è portato  dal prodotto d'eccellenza Made in Italy.
Solo con questa equazione perfetta nasce il piatto giusto dove potersi esprimere senza timore di sbagliare.


Foto
 


Foto
 

Quali sono le specialità che dobbiamo assolutamente assaggiare al “Buon Gusto”?
Avendo 4 carte di stagione in rotazione continua cerchiamo anche di non scendere mai a compromessi. Qualsiasi piatto deve essere fatto meglio di come possano farlo gli altri. Ciò  mi porta al non voler essere condizionato dalla “fama” di saper fare bene un solo piatto.
Se però dovessi consigliare una specialità che a me piace particolarmente sarebbe il carpaccio di filetto battuto a mano; è un piatto che fanno in pochi ed è davvero molto apprezzato.

Come è strutturata la carta dei vini?
E' strutturata su base regionale con all'interno il 90 %  di vini italiani, più o meno due vini fissi a regione. Poi ci sono quelli che sono più richiesti, dei quali magari è necessario avere maggiori etichette:  Toscani,  Veneti, Pugliesi. L'essenziale è averne per tutti i gusti.



Il lavoro del ristoratore richiede un grande investimento di energie  e tempo. Secondo lei,qual'è la parte più bella? Cosa ama di più del Suo lavoro?
La prima cosa che amo è organizzare la spesa.
Mi affascina moltissimo andare alla ricerca di prodotti particolari, che magari ancora sono poco o affatto conosciuti. La seconda è scontata quasi,ma il massimo per un gastronomo è la soddisfazione del cliente appagato e felice e che sicuramente tornerà.
Tornerà  perché ha ricevuto emozioni positive, solo allora potrò dire che il nostro compito può considerarsi compiuto.

In questa epoca dominata dai social media, secondo lei quanto è importante il lato estetico della presentazione di un piatto?
Moltissimo. L'occhio mangia prima della bocca, è il primo impatto, l'input primordiale che arriva al cervello.
Ciò che si vede nel piatto fa si che questo venga catalogato e percepito nell'immediato come: bello e buono, oppure brutto e cattivo.

Foto
 


Foto
 

Da dove trae l'ispirazione per la creazione dei suoi piatti?
Purtroppo in Svizzera il prodotto autentico made in Italy è  ancora mal rappresentato e portato in maniera ancor peggiore.  Una gran parte di persone che possiedono un ristorante qui non è più italiana e dell'Italia ne fanno la brutta copia. Ho potuto vedere menù che forse sarebbero potuti andare bene negli anni '80/'90. Girando per la Svizzera tuttavia ci sono comunque ottimi locali italiani, (purtroppo davvero troppo pochi) e mi piace potermi confrontare con loro,si impara sempre molto dagli altri. Poi c'è tutto il lavoro di gastronomia che faccio con i produttori italiani, testare sempre prodotti  nuovi è la fonte di ispirazione più grande.




In base alla sua esperienza, quale consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere una carriera nell'ambito della ristorazione italiana all'estero?
Anzitutto dovrà capire cosa cerca e cosa trova nel luogo dove vuole aprire. Comprendere la tipologia di clientela, il target a cui ci si vuole approcciare e da qui pianificare una strategia di mercato. Il locale che si apre sarà  lo specchio di noi stessi. Per questo motivo,come ulteriore consiglio, dico anche che al primo posto dovrà mettere cuore e passione, perché se ama questo lavoro ed è ciò che lo rende felice allora potrà  farlo per tutta la vita. Attenzione però, non dovrà mai  mettere al primo posto il solo denaro,il “lucrare”.
Se il lavoro di ristorazione venisse preso in questo modo, allora lo si vivrebbe malissimo e con estrema frustrazione.
Foto
 


ID Anticontraffazione 18828Giuliamaria Colelli


Foto
notizie Orecchiette con le cime di rapa: la Puglia in un piatto   Le orecchiette con le cime di rapa sono un piatto tipico della cucina pugliese che consiste in pasta fresca, lavorata rigorosamente a mano e condita con le cime di rapa, aglio, olio d'oliva e peperoncino. Questa specialità culinaria è molto amata dai pugliesi (e non solo!) e viene consumata sia come primo piatto che come unica portata.
Foto
notizie Il Fiore Ristorante Italiano, l’arte culinaria salentina in Olanda   Dopo anni di esperienze pregresse nell’ambito della ristorazione all’estero lo chef Dino, originario della Puglia salentina, ha concretizzato il sogno di aprire un suo ristorante italiano in Olanda, precisamente nella città di Maastricht, chiamandolo Il Fiore. Dal 2005 ad oggi sta riscuotendo tanto successo per diverse motivazioni. Innanzitutto per il suo menù variegato, ricco di specialità gustose che si rifanno alle tradizioni originali e gustose della Puglia e per le materie prime di alta qualità che vengono selezionate con tanta dedizione e competenza da chi ogni giorno salvaguarda l’autentico Made in Italy all’estero. Immersi in un’atmosfera calda e accogliente potrete avventurarvi tra piatti speciali che non troverete da nessun’altra parte e che vi faranno letteralmente innamorare dell’arte culinaria pugliese che resiste negli anni perché raffinata, gustosa e memorabile. Ogni piatto è curato nel minimo dettaglio. Per chef Dino cucinare è una vera e propria arte alla quale dedicarsi con tanta passione esprimendo il proprio lato più creativo e autentico. Della cucina intesa come arte e del successo del suo ristorante conversiamo piacevolmente con Dino in questa esclusiva intervista.
Foto
notizie Storie di antichi vini toscani: il Chianti Classico e la leggenda del Gallo Nero Sai perché sulle bottiglie del Chianti Classico è ritratto un gallo nero? La scelta di questo simbolo è legata a una leggenda che affonda le sue radici nel Medioevo, quando Siena e Firenze si contendevano l'agognato territorio del Chianti.
Foto
notizie Cous Cous alla trapanese: un piatto che racconta l'incontro di due mondi Il cous cous è un piatto leggero, fresco e versatile, che mette d'accordo anche i palati più distanti tra loro. Lo conosciamo come un piatto estivo dal sapore esotico, ma la sua ricetta, intrisa di storia, è il frutto di tradizioni e culture che si incontrano e si saldano tra loro, fino a creare un ponte immaginario, ma solido, tra due terre divise dal mare: l'Africa del Nord e l'estremo Sud Italia.