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Come non lasciarsi ammaliare da un bel piatto di orecchiette alle cime di rape, primo piatto tipico pugliese o da un risotto al tartufo di qualità prelibata! Per non parlare del pesce e della carne che sono alla base dei secondi offerti da un menù variegato e creato ad arte per soddisfare ogni tipo di esigenza del cliente.

Presso il Ramo Verdee ci si immerge in un’atmosfera calorosa e rilassante. È piacevole pranzare e lasciarsi guidare da un personale italiano umano e professionale. In questi anni trascorsi in Belgio, Nicola ha capito che per svolgere questo lavoro ci vuole passione ed esperienza. Non ci si può improvvisare ristoratori dall’oggi al domani. Egli in questa intervista realizzata per noi raccomanda ai giovani ristoratori di non smettere mai di mettersi in gioco e acquisire nuove conoscenze in giro per il mondo. Solo con la gavetta e il confronto si può diffondere al meglio l’autentico ed eccellente Made in Italy nel mondo.

Com’è cominciata questa avventura culinaria con Il Ristorante Il Ramo Verdee?

Il Ramo Verde era già esistente da circa tredici anni qui a Bruxelles e si chiamava “Ramo verde”. Era un ristorante molto noto. Ha sempre avuto un bel giro di clienti ed era a conduzione familiare. L’ho voluto rilevare continuando a perseguire questa storia di successo dell’arte culinaria italiana qui in Belgio. Al nome originale ho aggiunto l’articolo “Il” e una “e” finale.

Come potremmo definire la cucina del suo ristorante?

Io sono originario della Puglia, provengo da un paesino dell’entroterra, Noci e sono sempre stato un difensore della qualità dei prodotti di questa regione italiana. nel mio ristorante lavoriamo con tanti prodotti provenienti dalla Puglia. La nostra è la cucina tradizionale che predilige sapori semplici e genuini. Il Ramo Verdee è un ristorante di alto livello perché ci teniamo alla qualità dei prodotti che utilizziamo.  Da noi si può gustare l’autentico Made in Italy.

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A quali prodotti Made in Italy non rinuncerebbe mai?

Prima di tutto all’olio extravergine d’oliva di origine pugliese, all’aceto balsamico di qualità e alla pasta.

Per lei cosa significa “mangiare sano e bene”?

Mangiare bene nel mio ristorante è la filosofia di base a cui ci teniamo tanto. Significa preparare piatti con prodotti di qualità soprattutto se si tratta di carne e pesce. La buona cucina deve essere creativa ma non a discapito del sapore autentico. Da noi il sapore è sublime. Le nostre porzioni sono equilibrate, né piccole né tanto meno esagerate. Il cliente deve saziarsi con gusto.

Quali sono i piatti più richiesti dalla sua clientela?

Le orecchiette con le cime di rape è una specialità pugliese molto amata. Richiesti sono anche i nostri risotti come il risotto agli scampi e quello al tartufo. Anche le grigliate di pesce sono molto richieste dai miei clienti perché alla base vi è una materia prima di qualità.

Com’è strutturata la carta dei vini del suo ristorante?

Trattiamo tutte le regioni italiane ma io privilegio i vini pugliesi di qualità.

Un “bravo chef” quali competenze e capacità possiede secondo lei?

Quello della ristorazione è un mestiere molto impegnativo. Sono pochi i veri professionisti in questo settore. Esso richiede molte capacità organizzative e gestionali. In cucina bisogna mettersi pienamente in gioco. Bisogna fare sempre del proprio meglio, ogni giorno di più. Non si finisce mai di imparare. Mai dare nulla per scontato.

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La parte più soddisfacente di questo lavoro…

La soddisfazione del cliente che quando va via si autoproclama contento e ritorna da noi. Significa indubbiamente che abbiamo perseguito al meglio il nostro obiettivo.

Che tipo di ambiente troviamo presso Il Ramo Verdee?

La nostra filosofia di base è fare “sentire a casa” il proprio cliente. I nostri clienti sono cosmopoliti, provengono da diverse città europee. Una persona che lavora fuori quando entra in un ristorante per pranzare o cenare, ha bisogno di essere accolto e respirare un’atmosfera tranquilla e umana.  Qui da noi il cliente vuole sentirsi coccolato, considerato e non solo mangiare piatti gustosi.

Quali difficoltà ha avuto nel promuovere il Made in Italy in Belgio?

Ho sessant’anni e negli ultimi anni con Il Ramo Verdee ho acquisito molta esperienza qui all’estero. Ho capito che bisogna essere professionisti nel settore e non improvvisarsi tali. Bisogna innanzitutto conoscere bene i prodotti autentici perché c’ è molta contraffazione in Belgio. A Bruxelles ci sono molti ristoranti di medio e basso livello che non diffondono il vero Made in Italy che invece necessita di essere costantemente salvaguardato. Bisogna stare sempre attenti e perseguire il proprio obiettivo con perseveranza, senza cedere ai compromessi.

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Un consiglio che darebbe a chi vuol intraprendere il suo stesso lavoro…

I ragazzi che hanno finito di studiare all’alberghiero devono viaggiare per conoscere e confrontare le altre culture culinarie. Questo è un lavoro che richiede molta gavetta.  Bisogna essere aperti al confronto. Non si finisce mai di acquisire nuove conoscenze.

Progetti futuri….

Continuare su questa strada e cercare di mantenere questa qualità nel tempo. È un obiettivo impegnativo e altamente ambizioso ma con la volontà e l’amore per il proprio lavoro, tutto è possibile!

ID Anticontraffazione: 9715Mariangela Cutrone


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