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Sorrisi aperti, un ambiente familiare, la rinomata atmosfera allegra della cucina partenopea: ingredienti semplici, come “Acqua e farina”, che oltre ad essere la base della pizza è anche il nome del ristorante italiano che ha incastonato nella magica cornice della Costa Azzurra un pezzo di Napoli, il più saporito.
Artefice dell’innesto è Francesco Battaglia - radici calabresi ma campano di adozione - che sei anni fa, seguendo le orme del padre ristoratore, si è lasciato alle spalle un passato da agente immobiliare ed è partito alla volta di Nizza per realizzare un ambizioso progetto imprenditoriale. “Acqua e farina” ha aperto da un anno e mezzo e ha già raggiunto le vette dei principali indicatori di gradimento sul web.
Il segreto è nella semplicità della formula: prodotti genuini, rispetto della tradizione, ambiente tranquillo. Ce lo spiega Battaglia che ci accoglie nella sua cucina con un sorriso contagioso e l’inconfondibile accento campano contagiato appena da un’elegante nota francese.


Locale

Come nasce l’idea di trasferirsi in Francia e aprire un ristorante qui a Nizza?
La gastronomia e la ristorazione sono settori che ho nel sangue, mio padre ha sempre fatto questo nella vita. Avevo intrapreso un percorso professionale diverso, ma evidentemente nel mio destino era scritto che io dovessi arrivare qui e continuare sulla strada di mio padre. La crisi del 2008 che ha travolto il campo immobiliare mi ha dato la spinta a partire, cercavo una meta a misura d’uomo ma vitale tutto l’anno: Nizza ha esattamente queste caratteristiche. L’incontro con Rosario Sorrentino, mio attuale socio, ha chiuso il cerchio. E così è nata l’idea progettuale di “Acqua e Farina”.


Da imprenditore che difficoltà ha incontrato?
L’idea di aprire un ristorante è stata lunga e ponderata, forse per questo le difficoltà sono state limitate. Per quanto riguarda la burocrazia francese, non trovo grandi differenze con quella italiana, magari qui le procedure sono più snelle. La differenza semmai sta nei servizi, qui sono certamente migliori.


A Nizza ci sono 1500 ristoranti, come resistete alla concorrenza?
Ci sono anche tanti ristoranti italiani, ma pochi garantiscono una pizza napoletana Doc. Molti si spacciano per italiani solo perché hanno nell’albero genealogico un lontano parente campano o toscano e sbandierano un menù che in realtà di italiano ha ben poco. La nostra è una vera cucina italiana, che non prevede contaminazioni. Solo gli ingredienti della tradizione, tutti rigorosamente prodotti in Italia: la mozzarella, i pomodori, i salumi, le farine. Il nostro chef Salvatore Pontecorvo, napoletano anche lui, con i suoi piatti è riuscito a conquistare anche i palati più esigenti. Abbiamo un'unica bandiera ed è per questo che non cediamo alla tentazione di fondere tra loro le culture gastronomiche. Abbiamo un primato: la pasta al dente, da queste parti, la facciamo solo noi.


Sapori del mare
La pizza è il vostro core business...
E il nostro pizzaiolo è naturalmente un napoletano Doc, Gabriele Uccello. Giovane ma con una grandissima esperienza, è stato suo nonno ad iniziarlo all’arte della lievitazione. Impasto, lievitazione e cottura sono procedure eseguite con grande rigore, è questo che garantisce il risultato: una pizza buonissima e altamente digeribile. Abbiamo poi una carta dei vini molto assortita, anche in questo caso con tante etichette che rappresentano l’eccellenza italiana.


Progetti per il futuro?
Continuare a dare il meglio ai nostri clienti, magari espandendoci. Oggi abbiamo 110 coperti e in alcuni periodi dell’anno ne servirebbero di più. Nei nostri progetti c’è sicuramente quello di inglobare nuovi spazi.


ID Anticontraffazione di Eccellenze Italiane n. 8415

Di Benedetta Caira

Pizza Margherita
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