Troia in provincia di Foggia è il luogo che custodisce il prestigioso vino Nero di Troia. L’amore per la terra è stato uno dei motivi che hanno permesso all’Ingegner Marcello Salvatori di fare dell’enologia una vera e propria sfida imprenditoriale facendo nascere Cantine Elda.


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Come nasce l’azienda?


«Elda Cantine deve il suo nome alla madre del titolare Marcello Salvatori. La signora Elda ha insegnato al figlio l’amore per la sua terra d’origine che ritroviamo anche nella gestione aziendale».L’azienda nasce nel 2005 come cantina di affinamento, ma nel 2013 Elda Cantine decide di rinnovarsi. L’azienda cambia così sede passando dal centro storico del paese alla zona industriale. Lo stabilimento oggi vanta una superficie di ben 3mila metri quadri con impianti di trasformazione all’avanguardia.


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Ettore, il vino che si è meritato l'attestato di Eccellenza

La vostra parola d’ordine?


«Trasparenza. Il moderno stabilimento ha, infatti, permesso di allestire uno showroom con una parete a vetri in cui gli ospiti in visita potranno vedere con i loro occhi come avviene la lavorazione del vino». L’Elda Cantine si occupa invero di tutto il ciclo produttivo dalla vigna fino all’imbottigliamento. «Fondamentale è per noi la trasparenza verso il pubblico e il consumatore».
Il duro lavoro, la passione e la dedizione dell’Elda Cantine hanno dato i loro frutti. A dimostrarlo i premi assegnati ai loro prodotti. Il vino Ettore, nel 2013, ha ricevuto il massimo punteggio, le “Quattro Viti”, da parte dell’Associazione Italiana Sommelier. Le soddisfazioni per l’azienda di Troia non finiscono quindi; i loro vini saranno appunto premiati dalla Guida ai Vini d’Italia 2017 il 2 dicembre a Mesagne (BR).


Ci parli dei vostri vini


«Ettore è stato concepito volendo onorare la terra di Troia e quindi Ettore come principe di Troia. Il nome Calandra rimanda alla piccola allodola ben visibile nei periodi in cui il grano matura». I vini intensi di quella Terra, ricavati da vitigni autoctoni a bacca nera, si contraddistinguono per il profumo e il loro sapore ammaliante; A. More deve, infatti, il suo nome ai particolari sentori di more, spiccati in fase di vinificazione. Proseguiamo con Pesca Rosa che rimanda al colore e agli odori tipici della pesca. Proseguiamo con «Elis diminutivo di Elisabetta che è la figlia del Signor Salvatori».

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Cosa vi rende unici?


«Sicuramente la nostra prima peculiarità è Il Nero di Troia fatto a Troia». L’azienda vanta, difatti, una particolare attenzione al valorizzare vitigni autoctoni di Foggia.
Aspetto interessante è, inoltre, il team aziendale giovane e competente con una consulenza enologica esclusiva per la Elda Cantine.
La stessa azienda ci ha raccontato come lavori esclusivamente per il segmento di mercato commerciale HORECA: «puntiamo a una produzione di altissima qualità che predilige soprattutto le nostre viti escludendo la grande distribuzione dei supermercati».

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Pesca rosa, che rimanda al colore e agli odori tipici della pesca
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Fase della produzione di A.more dal caratteristico sentore di more




Progetti futuri?


«Compiaciuti di aver presentato al Vinitaly le due bottiglie A. More ed Elda; nuove sfide ci aspettano per il futuro». Le Cantine Elda continuano quindi a puntare sul territorio foggiano. Mantenendo la lavorazione classica, l’azienda pugliese in occasione del Natale, presenterà lo spumante il Rasato da Nero di Troia, del resto “quale momento migliore per far uscire le bollicine?”.
L’essenza di Elda cantine è recuperare la vera purezza e l’energia dalla propria terra: “Dalle radici il suo profumo”.





ID Anticontraffazione n. 7700
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