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Com’è nata l’idea di aprire un locale all’estero?
Io e mia moglie veniamo da Palermo e circa 20 anni fa, verso i 30 anni, abbiamo deciso di trasferirci in Belgio per fuggire dalle ristrettezze palermitane e dare un futuro migliore ai nostri figli. Grazie a dei parenti di mia moglie che abitavano già in Belgio siamo riusciti ad acquistare un piccolo locale da asporto. Abbiamo iniziato così la nostra avventura ampliando il locale con qualche coperto nell’arco di 20 anni decidendo poi due anni e mezzo fa di fare il salto di qualità ingrandendo ulteriormente il locale permettendoci di diventare a tutti gli effetti un ristorante.

Che cucina proponete?
Noi nasciamo come pizzeria che è il nostro pezzo forte, però diciamo che anche la cucina va molto bene. Offriamo una cucina tradizionale italiana con alcune incursioni provenienti dalla cucina belga. Cerchiamo di non stravolgere i piatti italiani modificando le ricette originali ma cerchiamo di portare i piatti più simili alla tradizione belga così da trovare un punto di incontro, per esempio visto che qui viene usata molto la panna noi proponiamo una pasta alla boscaiola che è un piatto che piace parecchio alla nostra clientela.


Qual è la pizza che piace di più?
Probabilmente la pizza più richiesta è la “Quattro stagioni”. Abbiamo una carta molto vasta per quanto riguarda le pizze e fortunatamente riusciamo a vendere tutto quello che abbiamo in menù.


Che atmosfera si respira all’interno del vostro locale?
Il nostro è un ambiente familiare, cerchiamo di offrire un ambiente ospitale a tutta la nostra clientela. Noi abbiamo in primis il nostro “zoccolo duro” di clienti che ci seguono da 20 anni e in più abitando in una zona residenziale siamo diventati anche un punto di riferimento per gli abitanti della zona.

Le materie prime che utilizzate sono di provenienza italiana?
Sì sì assolutamente, abbiamo qui il nostro fornitore italiano che ci fornisce tutti i prodotti italiani. Tutte le materie prime più “tecniche” come prosciutti, mozzarelle e olio le importiamo direttamente dall’Italia mentre i prodotti freschi per questioni logistiche siamo obbligati a prenderle qui nei vari mercati.

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Qual è la parte più bella del suo lavoro?
Io ho sempre lavorato in cucina, prima solo come pizzaiolo e anche se adesso sto diventando un “vecchietto” per me cucinare e vedere le persone contente quando mangiano i miei piatti rimane la soddisfazione più grande. Essendo un lavoro molto duro quando i clienti ritornano e ti fanno i complimenti vieni ripagato di tutta la fatica fatta nel confezionare i piatti.


Progetti per il futuro?
Allora come le ho detto all’inizio abbiamo recentemente allargato il locale costruendo una terrazza con una quarantina di coperti all’aperto. Tempo permettendo, non avendo lo stesso clima che in Italia, avremmo in mente di ampliare ulteriormente la terrazza raggiungendo così il doppio dei coperti.



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