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Com’è nata l’idea di aprire un’attività all’estero?
Sono originario di un piccolo paese dell’Avellino e ho iniziato a lavorare nel mondo della ristorazione una settimana dopo aver compiuto 18 anni. Per caso sono capitato in Svizzera, doveva essere solo un Paese di passaggio e invece mi sono trovato bene tanto da rimanerci. Verso il 2018 mi è capitata la possibilità di partecipare ad un appalto pubblico per la rilevazione di un Auberge che consiste in una locanda con delle camere dove dormire, un piccolo ristorante, cantina e stanza per il gestore del Auberge. Queste locande sono molto caratteristiche del cantone dove siamo, ogni paese ne ha uno.

Che piatti offre il suo locale?
La locanda offre piatti poveri della cucina mediterranea e in particolare di quella italiana. Questo tipo di cucina è stato deciso da contratto dalla municipalità in quanto siamo in concessione. Facciamo le lasagne alla bolognese, degli spaghetti ai frutti di mare e poi cambiamo il menù a seconda delle stagioni.

Per quanto riguarda le materie prime, dove le reperite?
Noi lavoriamo principalmente con materie prime fresche provenienti dall’Italia e per la precisione per esempio le paste sono tutte fresche e vengono direttamente dalla Sicilia. La farina, i pomodori e le passate sono tutti di marchi italiani; i salami provengono quasi sempre tutti dalla Toscana e la pancetta è Valdostana.


Quali sono invece i piatti più apprezzati del suo menù?
Ah i piatti che le dicevo prima: le lasagne, gli spaghetti ai frutti di mare e le pizze soprattutto. Tra queste direi che la pizza “Giuseppe” è quella più richiesta, una pizza margherita leggera con mozzarella di bufala – direttamente dalla provincia di Salerno – pomodorini, prosciutto di Parma, rucla e scaglie di parmigiano.


Come carta dei vini cosa proponete?
Ho una carta di 90 vini tutti italiani provenienti per lo più dal nord Italia perciò dal Piemonte e Veneto; abbiamo anche vini pugliesi, siciliani, toscani e sardi. Inoltre, abbiamo tutta una selezione di grappa Nonino.

Secondo lei, perché ha così successo la cucina italiana all’estero?
Le faccio un esempio, negli ultimi anni ho trovato più prodotti italiani qui in Svizzera – prezzi anche più vantaggiosi – che dalle mie parti in provincia di Avellino. Trovo per esempio le vongole pugliesi qui ad un prezzo più vantaggioso pur essendo un prodotto di importazione. Questo secondo me per un problema di burocrazia anche a livello europeo.

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Mi ha detto che avete anche delle camere.
Abbiamo per il momento nove stanze di cui tre in affitto pensate principalmente per gli studenti o per gli operai. Le restanti cinque le affittiamo praticamente quasi tutti i giorni su piattaforme come Booking.

Qual è la parte migliore del suo lavoro?
Di questo lavoro mi piace soprattutto il rapporto diretto che si viene a creare con il cliente. Un sorriso, un complimento, essere sempre servizievole con un sorriso. Mi sono sempre divertito a lavorare anche da giovane che uscivo spesso la sera.

Progetti per il futuro?
L’idea sarebbe di espandersi, avrei avuto la possibilità di farlo già due anni ma purtroppo al momento soffriamo di mancanza di personale. Molte persone, in particolare giovani, preferiscono cercare lavoro in città piuttosto che lavorare qui in campagna. Ho cercato anche personale italiano direttamente da ristoranti in Italia ma purtroppo è difficile convincerli a lavorare qui.



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