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Cima del Massiccio del Matese raggiungibile a piedi tra faggete, castagni e cerri, con panorami sulle valli molisane e campane. È uno dei percorsi escursionistici più significativi del Molise montano.
Il Massiccio del Matese occupa il confine tra Molise e Campania con una presenza fisica che non lascia dubbi sulla propria natura: un sistema carbonatico di origine carsica, sollevato e compatto, che culmina in una serie di vette oltre i 1.900 metri. Tra queste, la Gallinola raggiunge quota 1.923 metri e si eleva direttamente alle spalle di Bojano, antica capitale dei Sanniti Pentri, città che porta nel proprio tessuto urbano e nel territorio circostante tracce di una storia stratificata ben prima della romanizzazione dell'Appennino.
Il percorso che conduce alla vetta attraversa una successione di ambienti forestali che cambia con la quota. Alle quote più basse si incontrano castagni di dimensioni notevoli — il territorio bojanese ospita quello che viene indicato come il castagno più antico d'Italia — poi cerri e roverelle, infine le faggete che caratterizzano il piano montano appenninico. La transizione non è brusca: i boschi si aprono su radure pianeggianti dove il terreno carsico trattiene l'acqua in modi imprevedibili, e dove non è raro incontrare cavalli al pascolo libero, presenza che appartiene a queste montagne da secoli.
Dall'aprile 2025 l'intero massiccio è incluso nel Parco Nazionale del Matese, istituito ufficialmente dopo un iter legislativo pluridecennale. Il riconoscimento ha ridefinito formalmente la tutela di un territorio che già comprendeva il Lago del Matese, specchio d'acqua naturale a circa 1.000 metri di quota, visibile dalle pendici della Gallinola in tutta la sua estensione. Il lago, alimentato da sorgenti carsiche e dal reticolo idrografico del massiccio, è anche la sorgente principale del fiume Biferno, che scende verso Bojano e attraversa poi l'intera regione molisana fino all'Adriatico.
Dalla cima, nelle giornate di visibilità piena, lo sguardo abbraccia contemporaneamente il versante molisano e quello campano: le valli che scendono verso Campobasso a nord-est e quelle che si aprono verso Caserta a sud-ovest. Il Monte Miletto, punto più alto dell'intero massiccio con i suoi 2.050 metri, si distingue nella cresta principale. La fauna del parco include il nibbio reale, specie che frequenta le correnti termiche sopra le creste, e una comunità di ungulati selvatici che ha trovato nelle faggete del Matese un habitat stabile.
Il percorso escursionistico verso la Gallinola appartiene alla rete sentieristica del Matese senza richiedere attrezzatura tecnica, ma la quota e l'esposizione della cresta sommitale impongono attenzione alle condizioni meteorologiche, che sul massiccio possono mutare con rapidità. È un itinerario che si inserisce in un contesto montano appenninico ancora poco frequentato rispetto alle Alpi o agli Appennini centrali più noti, con tutto ciò che questa condizione comporta in termini di silenzio, continuità del paesaggio e assenza di infrastrutture turistiche di massa.
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