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Il Lazio vanta una tradizione termale secolare con sorgenti naturali inserite in contesti paesaggistici e archeologici di rara qualità, particolarmente concentrata nell'area della Tuscia viterbese.
Viterbo porta con sé una delle eredità più concrete del sottosuolo italiano: una frattura della crosta terrestre lunga circa dodici chilometri, da cui sgorgano spontaneamente numerose sorgenti ipertermali, spinte in superficie dalla pressione dei gas carbonici e solfurei. Le acque, per lo più sulfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrose, raggiungono temperature comprese tra i 40 e gli oltre 56 gradi centigradi, e costituiscono uno dei bacini idrominerale e idrotermale più estesi e copiosi della penisola. Non si tratta di una scoperta moderna: già gli Etruschi ne conoscevano le proprietà, e furono poi i Romani a strutturarne lo sfruttamento sistematico, costruendo impianti pubblici che divennero parte integrante della vita urbana.
Con la caduta dell'impero romano, le terme non scomparvero: nel Medioevo Viterbo divenne sede papale, e i pontefici scelsero queste acque come luogo di cura e di sosta. La città conserva ancora oggi il quartiere medievale di San Pellegrino, uno dei meglio preservati d'Italia, e il legame tra la sua storia urbana e la presenza dell'acqua termale non è mai stato reciso. Le Terme dei Papi, che si trovano a breve distanza dal centro storico, mantengono viva questa continuità: la loro piscina principale, alimentata da una sorgente a 58 gradi centigradi, supera i duemila metri quadrati di superficie e rappresenta uno degli impianti termali all'aperto di maggiore dimensione nel paese.
La Tuscia viterbese, però, non si esaurisce negli stabilimenti strutturati. Attorno a Viterbo e nei comuni limitrofi sopravvivono sorgenti libere, accessibili senza costi, dove l'acqua calda affiora direttamente nel paesaggio della Maremma laziale: colline di tufo, boschi di querce, calanchi. Questo tipo di fruizione — informale, radicata nell'uso locale — racconta una relazione con il territorio che precede qualsiasi organizzazione turistica e che resiste ancora oggi accanto alle strutture più attrezzate.
Ciò che distingue la tradizione termale della Tuscia da altre realtà italiane è la stratificazione dei contesti in cui le acque si inseriscono. A pochi chilometri dalle sorgenti si trovano necropoli etrusche, come quelle di Norchia e Castel d'Asso, e i giardini di Bomarzo con il celebre Parco dei Mostri. Il paesaggio non fa da sfondo neutro: è esso stesso parte di una storia lunga millenni, in cui l'acqua calda che affiora dal sottosuolo ha sempre segnato la presenza umana e le sue scelte insediative.
Mac9 at Italian Wikipedia, 14 July 2010 (original upload date) · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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