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Piccolo borgo di circa 250 abitanti nella Planargia, Tinnura è interamente decorato da murales che raffigurano la vita contadina sarda, gli antichi mestieri e le maschere della tradizione. Le opere si estendono lungo le vie principali e nelle piazze, trasformando il paese in un museo a cielo aperto.
Nella Planargia, regione storica del centro-ovest della Sardegna, il comune di Tinnura conta poco più di 250 abitanti e occupa una posizione appartata tra i rilievi che degradano verso il Tirso e il Temo. Le dimensioni del paese sono quelle di molti borghi dell'entroterra sardo, segnati da decenni di emigrazione e da una demografia che si assottiglia con lentezza costante. Eppure Tinnura ha costruito attorno a questa condizione una risposta precisa, visibile e duratura: la pittura murale come forma di memoria organizzata.
Le facciate delle case lungo la via principale e nelle piazze del paese ospitano una concentrazione di murales che documentano la civiltà agropastorale sarda con un'attenzione quasi etnografica. Le scene raffigurano mestieri scomparsi o in via di estinzione — la tessitura, la lavorazione del pane, la tosatura delle pecore — accanto alle maschere del carnevale tradizionale e ai riti stagionali che scandivano il calendario delle comunità rurali dell'interno. Non si tratta di decorazione nel senso ornamentale del termine: ogni pannello dipinto fissa un gesto, uno strumento, un abito, un volto che altrimenti resterebbe affidato soltanto alla memoria orale delle generazioni più anziane.
Il percorso si estende anche con sculture e installazioni che integrano le pitture, trasformando l'intero paese in uno spazio espositivo continuo, privo di soglie o biglietti. Chi attraversa Tinnura si muove tra opere che non sono state concepite per un museo, ma per il muro di casa propria, per la parete che si vede dalla finestra della cucina. Questa coincidenza tra luogo dell'arte e luogo dell'abitare è la caratteristica che distingue Tinnura da molti altri borghi italiani che hanno adottato la street art come strumento di rilancio turistico.
La Planargia è un territorio che ha conosciuto flussi migratori intensi nel secondo Novecento, e Tinnura ne porta i segni nella struttura demografica. In questo senso, i murales non sono soltanto un archivio figurativo: sono anche una dichiarazione di appartenenza, un modo con cui una comunità sceglie di nominare se stessa prima che altri lo facciano per lei. L'arte pubblica, qui, non è arrivata dall'esterno come progetto calato su un borgo in difficoltà, ma ha radici nella volontà degli abitanti di custodire una forma di identità collettiva attraverso le immagini.
Giamas · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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