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Pregiato esempio di stanza riscaldata trentina del XVII secolo proveniente da Monclassico in Val di Sole, oggi conservata al Tiroler Volkskunstmuseum di Innsbruck come testimonianza dell'artigianato ligneo locale.
Monclassico è una frazione del comune di Dimaro Folgarida, in Val di Sole, a 782 metri sul livello del mare. Il paese appartiene a quella fascia di insediamenti alpini trentini che per secoli hanno elaborato una cultura materiale precisa, costruita attorno alle risorse del bosco, al freddo lungo, alla necessità di abitare spazi caldi e raccolti durante i mesi invernali. È da questo contesto che nasce la *stua*, la stanza riscaldata rivestita interamente in legno intagliato che rappresenta uno degli esiti più raffinati dell'artigianato ligneo dell'arco alpino orientale.
La *stua* di Monclassico, databile al XVII secolo, era il cuore termico e simbolico dell'abitazione: un ambiente chiuso, rivestito di pannelli in legno lavorati con cura, dove le superfici non erano mai lasciate grezze ma trattate con intagli, modanature, talvolta iscrizioni o motivi geometrici. La funzione era pratica — concentrare il calore, isolare dal freddo delle pareti in pietra — ma l'esecuzione rivelava un'ambizione che andava oltre l'utilità. Il legno scelto, la qualità del taglio, la coerenza decorativa dell'insieme: tutto indicava artigiani che conoscevano il proprio materiale con una familiarità trasmessa per generazioni, dentro una tradizione condivisa con il Tirolo e con le valli limitrofe.
Questa *stua* non si trova più a Monclassico. Fu trasferita al Tiroler Volkskunstmuseum di Innsbruck, dove è tuttora conservata come uno degli esempi più significativi di questo tipo di allestimento interno proveniente dal Trentino. La sua assenza dal luogo d'origine è un fatto che appartiene a una storia più ampia di acquisizioni e spostamenti del patrimonio alpino avvenuti tra Otto e Novecento, quando musei etnografici di area germanofona raccoglievano sistematicamente manufatti dalle regioni alpine circostanti. Ciò che rimane a Monclassico e in Val di Sole è la memoria di questa tradizione, rintracciabile in alcune case storiche della valle e documentata dal lavoro del Centro Studi per la Val di Sole e del Museo della Civiltà Solandra.
Il caso della *stua* di Monclassico pone una questione concreta sul rapporto tra patrimonio artigiano e territorio: un oggetto costruito per abitare uno spazio specifico, pensato in relazione a un clima, a una comunità, a una catena di saperi locali, viene compreso pienamente solo quando si conosce il contesto da cui proviene. Innsbruck conserva la forma. La Val di Sole custodisce ancora, nelle sue architetture storiche e nella continuità di alcune pratiche, la logica che quella forma ha generato.
Christian Stringari · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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