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Sorgenti di acque benefiche nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, meta per chi cerca rigenerazione naturale immerso in un contesto selvaggio e poco frequentato.
Nel versante lucano del Parco Nazionale del Pollino, il più esteso parco nazionale d'Italia con i suoi oltre 192.000 ettari tra Basilicata e Calabria, il comune di Latronico custodisce un sistema di sorgenti termali che affiora lungo le pendici dell'Appennino meridionale. Le acque emergono dal sottosuolo a temperatura costante, cariche di minerali, e scorrono attraverso una vegetazione fitta prima di raccogliersi in vasche naturali che il tempo e l'acqua stessa hanno modellato nella roccia. Il paesaggio circostante non è quello addomesticato di una stazione termale convenzionale: è bosco, silenzio, e la presenza discreta di un territorio che ha conservato la propria struttura originaria.
La storia di questo luogo precede di molto qualunque frequentazione moderna. Nelle vicinanze di Latronico sono state individuate grotte con tracce di frequentazione preistorica, segno che queste terre erano abitate e percorse già in epoche remote. Le acque termali, in un contesto così antico, non erano semplicemente una risorsa: erano parte di un rapporto quotidiano con l'ambiente, una presenza riconoscibile e utilizzata. Questo stratificarsi di presenze umane nel tempo conferisce alla zona una densità che va oltre il dato naturalistico.
Il Pollino che fa da cornice è un massiccio di natura calcarea, segnato da canyon, altopiani e foreste di pino loricato — specie endemica di queste quote, capace di sopravvivere su pareti rocciose dove poco altro attecchisce. Chi raggiunge le sorgenti di Latronico lo fa spesso dopo aver percorso sentieri che attraversano questo paesaggio aspro, dove l'orientamento richiede attenzione e la progressione è lenta. Le cascate termali, chiamate localmente "cascate di Calda", si trovano lungo il torrente Mercure e sono raggiungibili a piedi in un percorso che alterna tratti pianeggianti a salite nel bosco.
La composizione delle acque — bicarbonato-calciche, con presenza di anidride carbonica — le rende riconoscibili al tatto e alla vista: l'acqua forma depositi biancastri sulle rocce, costruendo nel tempo superfici stratificate che documentano il passaggio continuo della corrente. La temperatura, che si aggira intorno ai 30 gradi centigradi, permette la balneazione anche nelle stagioni di transizione, quando il bosco attorno è ancora freddo e la differenza tra l'aria e l'acqua si avverte con nettezza.
Latronico è un comune di poco più di quattromila abitanti nella provincia di Potenza, distante dai circuiti più battuti della regione. Questa posizione periferica ha rallentato lo sviluppo infrastrutturale dell'area termale, che rimane in larga parte priva degli allestimenti tipici delle destinazioni wellness più organizzate. È proprio questa condizione a definire il carattere del luogo: le sorgenti si raggiungono con un certo impegno, si fruiscono senza mediazioni, e il ritorno al paese avviene lungo gli stessi sentieri percorsi all'andata, con il tempo necessario per attraversare il bosco.
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