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Percorso escursionistico che collega Palmi a Seminara lungo le pendici del Monte Sant'Elia, con dislivelli contenuti e paesaggi che alternano macchia mediterranea e scorci sul Tirreno. Un itinerario poco frequentato rispetto ai grandi cammini calabresi.
Il Tracciolino non è soltanto un sentiero. È, prima di tutto, un'opera idraulica seicentesca: un canale di irrigazione scavato lungo le pendici del Monte Sant'Elia per convogliare l'acqua verso i campi della Piana di Gioia Tauro. Il tracciato escursionistico che oggi porta lo stesso nome ricalca in buona parte quel percorso originario, muovendosi tra i comuni di Palmi e Bagnara Calabra, nella provincia di Reggio Calabria, lungo la fascia costiera che prende il nome di Costa Viola. Il cammino si mantiene tra i 180 e i 250 metri di quota, con un dislivello in salita di circa 70 metri: cifre che dicono poco della qualità del paesaggio attraversato, e molto della sua accessibilità.
Il territorio che il sentiero percorre appartiene alla macchia mediterranea nella sua forma più densa e meno addomesticata: lentisco, mirto, corbezzolo, ginestra. La vegetazione chiude il tracciato in certi tratti, poi si apre improvvisamente su scorci del Tirreno che mostrano il mare a una profondità cromatica insolita — quella tonalità violacea che ha dato il nome all'intera costa e che dipende dalla particolare conformazione dei fondali e dall'angolazione della luce nelle ore centrali del giorno. Sullo sfondo, quando il cielo è terso, si distingue la Sicilia, con l'Etna che emerge oltre lo Stretto di Messina.
Il fatto che il percorso ricalchi un'infrastruttura idrica del XVII secolo introduce una dimensione che va oltre la semplice escursione naturalistica. Camminare sul Tracciolino significa seguire una linea tracciata da ragioni pratiche — la necessità di portare l'acqua dove serviva — che ha finito per coincidere con uno dei punti di osservazione più rilevanti di questo tratto di Calabria tirrenica. L'opera ingegneristica e il paesaggio si sono sovrapposti nel tempo fino a diventare indistinguibili, e il sentiero attuale ne è la sintesi percorribile.
La relativa scarsità di frequentatori rispetto ad altri itinerari calabresi non dipende dalla difficoltà tecnica, contenuta, né dalla lunghezza del tracciato. Dipende piuttosto dalla posizione geografica di questa porzione di costa, che resta ai margini dei circuiti escursionistici più consolidati nonostante la vicinanza a Palmi — città che ospita uno dei musei etnografici più ricchi del Mezzogiorno — e a Bagnara Calabra, nota per la pesca del pesce spada. Il Tracciolino si percorre in buona parte dell'anno, con le stagioni intermedie che offrono condizioni di luce e temperatura particolarmente favorevoli alla lettura del paesaggio.
Nikater · Public domain — Wikimedia Commons
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