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Borgo del Cilento indicato come modello pilota di sviluppo sostenibile e integrato tra natura, storia e comunità locale. La sua posizione nell'entroterra cilentano lo rende punto di partenza ideale per esplorare paesaggi appenninici poco frequentati.
Sanza sorge nell'entroterra del Cilento meridionale, lungo la strada statale 517 che scende dal casello autostradale di Padula-Buonabitacolo verso il Golfo di Policastro. Il territorio comunale appartiene alla Comunità Montana Vallo di Diano e al Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — area riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità — e si estende tra due catene montuose distinte: i Monti Cervati, con la cima omonima che raggiunge i 1.898 metri ed è la più elevata della Campania, e i Monti Centaurino. Questa doppia dorsale definisce un paesaggio di boschi, vallate e affioramenti carsici che rimane largamente estraneo ai circuiti del turismo organizzato.
Il territorio porta tracce di insediamento che precedono la presenza lucana e romana: il sito arcaico rivestì un ruolo strategico e commerciale nella viabilità interna della regione, e quella posizione di cerniera tra il Vallo di Diano e il Cilento costiero non è mai venuta meno. Lungo il fiume Bussento si conservano i resti di mulini e fonderie, testimonianza di un'economia rurale che sfruttava la forza idrica dei corsi montani. Il ponte medievale di Ponte l'Abate collegava Sanza alle comunità vicine attraverso percorsi che oggi coincidono in parte con i sentieri del parco.
La morfologia carsica del sottosuolo produce alcune delle presenze naturali più singolari del comprensorio. La Grava del Festolaro — nota anche come Inghiottitoio di Vallevona — è una depressione nel terreno di circa cinquanta metri di diametro e novanta di profondità, con un piccolo lago sul fondo. Sul Monte Cervato si apre una grotta carsica che ospita una statua della Madonna della Grotta, intorno alla quale si è sedimentata una tradizione devozionale locale. Nelle frazioni di Ponte Inferno e Varco dell'Abete il paesaggio si apre su cascate e boschi di betulle bianche intervallati da distese di lavanda selvatica.
Il borgo è stato individuato come progetto pilota per un modello di sviluppo territoriale integrato, che mette in relazione accessibilità infrastrutturale, conservazione ambientale e valorizzazione delle produzioni locali. In questo quadro, Sanza funziona da base logica per chi intende percorrere i sentieri verso i Monti Alburni o risalire le gole del Calore, muovendosi in un'area appenninica dove la pressione antropica resta contenuta e il paesaggio conserva una scala ancora leggibile a piedi.
Asergente · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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