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Il monte Partenio ospita il Santuario di Montevergine, meta di un pellegrinaggio popolare secolare legato alla Madonna, con una tradizione devozionale che coinvolge comunità da tutta la Campania.
Sul massiccio del Partenio, nell'entroterra avellinese, il Santuario di Montevergine sorge a circa 1.270 metri di quota, raggiungibile da Mercogliano attraverso una funivia o per sentiero. La fondazione risale al 1124, quando Guglielmo da Vercelli scelse queste pendici per stabilire una comunità eremitica che sarebbe poi diventata il nucleo della Congregazione Montevergine, ramo autonomo dell'ordine benedettino. Nei secoli il complesso si è articolato in una basilica nuova, costruita tra il 1952 e il 1961, e in una basilica antica, che conserva l'impianto medievale. Al suo interno è custodita l'icona della Madonna di Montevergine, tavola dipinta su fondo oro che la tradizione locale attribuisce a San Luca, venerata con il nome familiare di Mamma Schiavona.
Il pellegrinaggio al santuario è pratica continua da secoli, ma il 2 febbraio — festa della Candelora, la Presentazione del Signore al Tempio — assume una densità particolare. Nella notte tra il 1 e il 2 febbraio, gruppi di devoti provenienti da Napoli e dalla Campania intera salgono a piedi verso il monte, spesso percorrendo i sentieri nell'oscurità, con torce e candele. Il cammino notturno non è ornamento: è la sostanza stessa del rito, il momento in cui la fatica fisica e la dimensione collettiva si sovrappongono alla preghiera individuale.
Tra i gruppi che storicamente compiono questo pellegrinaggio figurano le comunità dei femminielli napoletani, figure radicate nell'antropologia urbana di Napoli che incarnano una forma di identità di genere propria della cultura popolare partenopea. La loro devozione a Mamma Schiavona è documentata da decenni e si intreccia con una leggenda che narra di due giovani, condannati per la loro relazione, trovati vivi e illesi dopo una notte sul monte per intercessione della Madonna. Che la leggenda sia storicamente verificabile o meno, la sua funzione culturale è precisa: sancisce un legame di protezione tra la Madonna del Partenio e chi si trova ai margini delle norme sociali.
Questo intreccio tra devozione cattolica, folklore urbano e identità comunitaria non è un'anomalia campana, ma una delle espressioni più nitide di come il sacro popolare italiano abbia spesso accolto, dentro le forme ortodosse del rito, contenuti che le istituzioni ufficiali non avrebbero altrimenti riconosciuto. La Candelora di Montevergine è rimasta, nel tempo, uno spazio in cui categorie sociali distanti condividono la stessa salita, lo stesso freddo di febbraio, la stessa meta.
Il santuario è gestito dalla Congregazione Montevergine, che mantiene anche l'abbazia di Loreto, nel comune di Mercogliano, dove si trovano il museo e la biblioteca con manoscritti medievali di rilievo. La montagna, il complesso monastico e il pellegrinaggio formano un sistema che non si esaurisce nella visita: richiedono il movimento, la stagione giusta, la notte.
Gianfranco Vitolo from Sarno (Sa), Italia · CC BY 2.0 — Wikimedia Commons
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