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Preparazione tradizionale di maiale intero aromatizzato con erbe e spezie, prodotta ad Ariccia secondo una ricetta tramandata da secoli e riconosciuta con marchio IGP.
Ariccia sorge sui Colli Albani a circa trenta chilometri da Roma, in quel sistema di borghi vulcanici che i romani chiamavano Castelli. Il suo centro storico è segnato dal Palazzo Chigi, dalla Collegiata di Santa Maria Assunta progettata da Gian Lorenzo Bernini e dal viadotto ottocentesco che scavalca la valle con i suoi archi in peperino. In questo contesto, da secoli, si produce e si consuma la porchetta che porta il nome del borgo: un prodotto che ha finito per identificare il luogo quanto il paesaggio e l'architettura.
La preparazione segue un procedimento preciso, codificato oggi nel disciplinare dell'Indicazione Geografica Protetta ottenuta dall'Unione Europea. La materia prima è costituita da suini di sesso femminile appartenenti alle razze Landrace, Large White, Pietrain e ai loro ibridi, con carcasse eviscerate di peso minimo sessanta chilogrammi. L'animale viene disossato, aromatizzato con aglio, rosmarino e pepe nero, quindi arrotolato e cotto in forno. Il disciplinare ammette due forme: la porchetta intera e il cosiddetto tronchetto, corrispondente alla porzione della mezzena compresa tra la terza vertebra dorsale e l'ultima vertebra lombare. La cotenna, che nella cottura diventa croccante e dorata, è parte integrante del prodotto finito e della sua riconoscibilità.
Il legame tra questa preparazione e il territorio di Ariccia non è soltanto geografico. Le fraschette — le osterie tradizionali dei Castelli Romani, così chiamate dal ramo di frasca appeso all'ingresso come insegna — hanno storicamente distribuito la porchetta insieme al vino locale, costruendo un'economia di prossimità che attirava i romani in gita fuori porta già nell'Ottocento. Quella frequentazione ha consolidato nel tempo una reputazione che il riconoscimento IGP ha poi formalizzato, stabilendo che le fasi di lavorazione debbano svolgersi nel territorio definito dal disciplinare.
Oggi le botteghe del centro storico di Ariccia continuano a vendere la porchetta al taglio, affettata sul banco o sistemata nel pane. La continuità produttiva è garantita anche da aziende familiari che tramandano il mestiere per generazioni: un caso documentato è quello della famiglia Leopardi, attiva nella produzione locale dalla prima alla quarta generazione. Intorno al prodotto si è organizzata una filiera che include la Sagra della Porchetta, manifestazione annuale che richiama visitatori dal territorio laziale e oltre. Il riconoscimento comunitario, ottenuto per tutelare l'autenticità della ricetta locale rispetto alle imitazioni diffuse in tutta la penisola, ha reso ufficiale una distinzione che ad Ariccia consideravano già acquisita da tempo.
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