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L'isola di Ischia ospita una concentrazione di parchi termali naturali tra le più rilevanti del Mediterraneo, alimentati da sorgenti vulcaniche che caratterizzano il sottosuolo dell'isola.
L'isola di Ischia sorge su un sistema vulcanico attivo che percorre il sottosuolo dell'intero territorio: circa 46 chilometri quadrati di roccia porosa attraversata da oltre cento sorgenti di acque termali, ciascuna con temperatura, composizione chimica e proprietà distinte. Non si tratta di un fenomeno localizzato, ma di una presenza diffusa che ha plasmato la geografia e la cultura dell'isola in modo più profondo di qualunque altra sua caratteristica naturale.
La frequentazione di queste acque risale ai primi coloni euboici che si insediarono sull'isola nell'VIII secolo a.C., nel sito che allora si chiamava Pithecusa. I reperti archeologici conservati presso il Museo Archeologico di Villa Arbusto a Lacco Ameno documentano come già quelle prime comunità conoscessero e utilizzassero le sorgenti a scopo terapeutico. Romani, Aragonesi e poi i Borboni ne consolidarono l'uso nei secoli successivi, ciascuno lasciando traccia di una pratica che non appartiene al turismo moderno, ma lo precede di millenni. Il trattato De' rimedi naturali che sono nell'isola di Pithecusa hoggi detta Ischia, pubblicato nel 1588 e corredato da una mappa incisa da Mario Cartaro nel 1586, rappresenta una delle prime sistematizzazioni scritte di questa tradizione medica e territoriale.
I parchi termali che oggi occupano diverse zone dell'isola — distribuiti tra i comuni di Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana e Barano — organizzano queste sorgenti in vasche a temperature differenziate, spesso disposte su terrazze digradanti verso il mare. Le acque sgorgano a temperature che possono superare i settanta gradi e vengono raffreddate o miscelate per raggiungere le soglie adatte all'immersione. Ogni sorgente ha una composizione propria: alcune sono ricche di radon, altre di bicarbonati, cloruri o solfati, e questa varietà determina impieghi terapeutici differenti, dalla cura delle patologie osteoarticolari ai trattamenti dermatologici.
Ciò che distingue la tradizione termale ischitana da altre realtà italiane è la continuità tra il paesaggio naturale e la pratica rigenerativa. Le vasche non sono ambienti chiusi o artificiali, ma si aprono su panorami che includono il Monte Epomeo — il rilievo vulcanico che domina l'isola a 789 metri — le pinete, i vigneti e il Golfo di Napoli. Immergersi in queste acque significa collocarsi fisicamente dentro un sistema geologico ancora vivo, in un rapporto con il territorio che resta diretto e percepibile.
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