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Borgo medievale arroccato sulle colline molisane, Oratino è uno dei centri riconosciuti tra i Borghi più belli d'Italia per il suo patrimonio di storia, arte e architettura in pietra.
Oratino sorge su uno sperone roccioso a circa 700 metri sul livello del mare, affacciato sulla valle del Biferno, nel cuore della provincia di Campobasso. Il borgo conta poco più di mille abitanti e il suo impianto urbanistico medievale è rimasto sostanzialmente integro: le case in pietra locale si appoggiano le une alle altre seguendo il perimetro delle antiche mura circolari, che i costruttori di epoche successive trasformarono in fondamenta e pareti portanti degli edifici. Di quell'anello difensivo originario sopravvivono ancora due accessi, uno dei quali conservato in forma tale da costituire ancora oggi il varco principale verso il centro storico.
Il nome del borgo ha attraversato diverse metamorfosi linguistiche nel corso dei secoli. Nei documenti del XII secolo compare come *Loretinum*, derivato da una forma latina tarda riferibile al lauro; nel Quattrocento diventa *Ratino* o *Rateni*, poi *Loratino*, fino all'attuale Oratino. La storia feudale del luogo è altrettanto articolata: tra i primi signori documentati figura Eustachio d'Ardicourt, attestato nel 1268, cui successe il figlio Adamo. La famiglia scomparve però dalla revisione feudale del 1279 voluta da Carlo I d'Angiò, e nei decenni seguenti il borgo passò sotto diversi domini, fino a risultare, nel 1333, proprietà del demanio regio per ragioni non del tutto chiarite dalle fonti.
Il tessuto edilizio del centro storico racconta questa stratificazione senza bisogno di didascalie. I portali in pietra calcarea, i vicoli che salgono e scendono seguendo la morfologia dello sperone, la Piazza Giordano con il Palazzo dei Giordano — edificio che richiama la presenza di una delle famiglie storicamente legate al borgo — compongono un paesaggio urbano in cui il tempo si misura sulle superfici consumate dalla pietra. Il Belvedere Ugo Calise offre la visuale sulla valle del Biferno e sulle colline che si estendono verso Campobasso, distante una manciata di chilometri in linea d'aria.
Le chiese del borgo custodiscono opere legate alla devozione popolare molisana, espressione di una religiosità che in questa parte dell'Appennino meridionale ha mantenuto forme e ritmi propri, distanti dai circuiti dell'arte colta ma non per questo privi di coerenza e qualità. Oratino è inserito nel circuito dei Borghi più Belli d'Italia, riconoscimento che ha portato il borgo a ospitare anche il raduno dei sindaci dell'associazione, occasione in cui la dimensione comunitaria del patrimonio si è fatta visibile oltre i confini regionali.
Il Molise interno, di cui Oratino è parte, resta una delle aree geografiche meno frequentate della penisola, non per mancanza di materia ma per ragioni storiche legate alle infrastrutture e alla marginalizzazione economica del dopoguerra. Questo borgo di pietra sullo sperone del Biferno restituisce, proprio per quella marginalità, una leggibilità rara: nulla è stato rifatto per sembrare antico, perché antico lo è rimasto davvero.
Pietro · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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