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La produzione artigianale della mozzarella di bufala DOP si concentra in alcune piane campane — Mondragone, Battipaglia, Capua, Eboli — dove la tradizione casearia è legata all'allevamento della bufala mediterranea.
Le piane di Mondragone, nel casertano, e di Battipaglia, nella provincia di Salerno, condividono una geografia bassa e umida che per secoli ha scoraggiato l'insediamento stabile e favorito invece il pascolo estensivo. Su quei terreni bonificati a fatica, dove l'acqua affiora e il suolo trattiene la frescura, la bufala mediterranea ha trovato le condizioni che altrove non avrebbe potuto replicare. Non è un caso che la produzione della mozzarella DOP si concentri proprio in questo arco di territorio campano: il latte di bufala è qui il risultato diretto di un equilibrio ambientale preciso, non di una scelta arbitraria.
Il latte crudo di bufala è sensibilmente più ricco in grassi e proteine rispetto a quello bovino, e questa densità si riflette nel comportamento della pasta durante la lavorazione. La filatura — operazione centrale del processo — consiste nel lavorare la cagliata maturata con acqua a temperatura molto elevata, usando un mestolo e un bastone di legno per sollevare e tirare la massa fino a renderla omogenea ed elastica. La formatura tradizionale avviene poi con la mozzatura manuale: il casaro stacca le singole porzioni stringendo la pasta tra pollice e indice, un gesto che dà al prodotto la forma tondeggiante e, insieme, il nome stesso. Le mozzarelle vengono quindi raffreddate in vasche d'acqua fredda e salate. La crosta che ne risulta è sottile, di un bianco tendente al porcellanato; la pasta interna, nelle prime otto-dieci ore dalla produzione, mantiene una leggera elasticità che poi cede progressivamente verso una consistenza più fondente.
Il disciplinare della Denominazione di Origine Protetta — riconosciuta dall'Unione Europea — definisce le forme ammesse oltre alla classica tondeggiante: bocconcini, ciliegine, perline, nodini, ovolini e trecce, ciascuna con grammature differenti. La zona di produzione tutelata comprende territori nelle province di Caserta, Salerno, Napoli e Benevento in Campania, con estensioni in alcune aree del Lazio meridionale, della Puglia e del Molise. Il Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP vigila sul rispetto del disciplinare e sull'uso del marchio.
Nelle piane di Battipaglia ed Eboli, come in quelle di Mondragone e Capua, i caseifici lavorano ancora nelle prime ore del mattino, quando il latte appena munto viene trasformato nel giro di poche ore. Questa prossimità temporale tra mungitura e lavorazione è parte integrante della qualità del prodotto: la freschezza del latte condiziona lo sviluppo della microflora che determina il profilo aromatico finale, quel bouquet che distingue la mozzarella di bufala da qualsiasi imitazione. Il territorio, in questo senso, non è solo sfondo ma componente attiva.
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