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Vetta di 1479 metri sopra Lecco che offre un ampio panorama sul Lago di Como, sul Lago di Garlate e sulla città di Lecco, raggiungibile con un'escursione di difficoltà contenuta.
Il Monte Coltignone si alza a 1.479 metri sul versante orientale del Lario, direttamente sopra Lecco, in una posizione che lo rende uno dei punti di osservazione più precisi sull'intero sistema lacustre prealpino lombardo. Non appartiene alle grandi narrazioni alpinistiche della provincia — quelle riservate alle Grigne o al Resegone — eppure la sua collocazione geografica gli conferisce una prospettiva che poche cime della zona possono offrire con altrettanta immediatezza.
Dalla vetta, lo sguardo si distende sul ramo orientale del Lago di Como, segue verso sud il profilo del Lago di Garlate e, nelle giornate in cui l'aria è tersa, raggiunge la pianura padana. Lecco appare in basso come una pianta schematica, con i suoi ponti sul Mella e il reticolo urbano stretto tra l'acqua e la roccia. È una visione che restituisce la struttura fisica di questo territorio con una chiarezza difficile da ottenere altrimenti.
I sentieri che conducono alla cima partono principalmente dai Piani dei Resinelli, altopiano a circa 1.270 metri raggiungibile in automobile da Ballabio. Da lì, il percorso più frequentato attraversa il Parco Valentino, una faggeta che accompagna il cammino per buona parte del dislivello. Un secondo itinerario, il sentiero Paolo Spreafico, prende avvio nei pressi del Rifugio Piazza e della cappelletta di San Martino, percorre un lungo tratto in traversata attraverso la Val Verde e si ricollega al tracciato principale poco sotto la vetta. La difficoltà complessiva rimane contenuta, adatta a escursionisti con una preparazione media.
Il Coltignone è frequentato quasi esclusivamente dai lecchesi e da chi abita i comuni del circondario. Il turismo di transito che ogni anno percorre le sponde del lago raramente si avventura su questi versanti, e il monte conserva per questo una misura quotidiana, da giorno feriale, che lo distingue dalle mete più celebrate della stessa provincia. Questa frequentazione locale ha un riflesso concreto: i sentieri sono ben mantenuti, segnalati con cura, privi di quella trascuratezza che a volte accompagna i luoghi fuori dai circuiti principali.
La stagione che restituisce il panorama nella sua forma più nitida è l'autunno, quando la faggeta si colora e la visibilità in quota aumenta. In inverno la vetta può essere raggiunta anche con la neve, a condizione di valutare con attenzione le condizioni del manto. In ogni stagione, il Coltignone funziona come una misura del territorio: una quota sufficiente a cambiare prospettiva, abbastanza vicina da non richiedere un'intera giornata, abbastanza lontana dalla città da rendere il silenzio percepibile.
Krzysztof Golik · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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