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Tradizione artigiana del merletto a tombolo tramandata di generazione in generazione in un centro molisano fondato dai Sanniti, dove ancora oggi alcune donne lavorano il pizzo per le strade del paese.
Nel centro storico di Isernia, capoluogo del Molise di fondazione sannitica e poi colonia romana, alcune donne siedono ancora all'aperto con il tombolo sulle ginocchia. Il cuscino cilindrico, imbottito e fermo sul supporto, porta infilati decine di fuselli in legno che le dita muovono con un ritmo preciso, incrociando e avvolgendo il filo fino a formare la trina. Non è una ricostruzione per turisti: è una pratica che si svolge nelle strade del centro come è sempre avvenuta, trasmessa oralmente e per imitazione tra generazioni di donne isernine.
Le radici documentate di questa tradizione risalgono almeno al convento di Santa Maria delle Monache, dove nel 1503 le religiose producevano pizzi e merletti e insegnavano l'arte alle giovani del luogo. Ma tracce ancora più antiche emergono dagli inventari del Trecento e del Quattrocento, in cui compare la voce *radizellis*, termine che indica una forma primitiva di reticello tessile. Il merletto isernino si distingue per il filato impiegato: un filo sottile e lucente di colore avorio, prodotto localmente, che conferisce alla trina una lucentezza particolare e la rende riconoscibile rispetto alle produzioni di altre scuole italiane, da Cantù a Burano.
Nel 1853, alla mostra dei prodotti dell'industria del Regno di Napoli svoltasi a Napoli, il Molise era già presente con i suoi merletti. Qualche decennio dopo, nel 1872, il pittore Gioacchino Toma immortalò la scena in un dipinto intitolato *Scuola per merlettaie cieche*, oggi in collezione privata, che testimonia quanto l'arte del tombolo fosse radicata nella vita quotidiana della città. Un cronista di viaggio, in un testo noto come *Viaggio in Molise*, scrisse che «tutte le donne di Isernia lavorano a tombolo» e descrisse il movimento dei fuselli come un «moto musicale aereo delle dita».
Oggi la continuità di questa pratica è affidata anche a iniziative organizzate. Ogni estate il centro storico ospita il Borgo del Merletto, manifestazione curata dall'associazione Il Merletto d'Isernia — Arte nelle Mani. Nel luglio del 2025 l'evento ha assunto una dimensione esplicitamente internazionale, riunendo associazioni italiane ed europee sotto il titolo *Il Merletto di Isernia incontra l'Europa*, con workshop, incontri e dimostrazioni. La presenza di merlettaie provenienti da altri paesi ha trasformato la piazza in un luogo di confronto tecnico tra tradizioni diverse, accomunate dallo stesso strumento e dalla stessa logica del filo intrecciato a mano.
La questione che attraversa questi incontri è concreta: trovare nuovi praticanti, in particolare tra i giovani, per garantire che la trasmissione del sapere non si interrompa. Il tombolo richiede anni di apprendimento, una postura specifica, la capacità di leggere il cartone traforato che funge da schema. Non è una tecnica che si improvvisa né che si delega alla macchina. Proprio per questo la sua sopravvivenza dipende dalla scelta deliberata di chi decide di sedersi e imparare, in una città che porta ancora nel suo tessuto urbano il segno di quella scelta fatta, generazione dopo generazione, dalle donne che l'hanno preceduta.
TheFab4 · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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