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Calangianus, nel cuore della Gallura, custodisce una tradizione secolare di scalpellini e scultori del granito, mestiere che plasma l'identità materiale del territorio gallurese. Il lavoro della pietra locale si intreccia con la cultura rurale e i silenzi dell'entroterra.
Nel cuore della Gallura, a circa quaranta chilometri dalla costa e lontano dall'immagine patinata della Costa Smeralda, Calangianus è un paese di poco più di quattromila abitanti che porta nel paesaggio e nell'architettura i segni di un rapporto antico con la pietra. Il granito affora ovunque nel territorio circostante — nei pianori, lungo i versanti boscosi, nelle forme arrotondate che i millenni hanno consegnato alla superficie — e da quella stessa pietra gli artigiani locali hanno ricavato, per secoli, gli elementi fondamentali della vita materiale gallurese.
La tradizione degli scalpellini di Calangianus è meno documentata e celebrata rispetto alla più nota lavorazione del sughero, che pure ha reso il paese un riferimento riconoscibile nell'economia regionale. Eppure il lavoro del granito ha costruito il territorio in modo forse più duraturo e capillare: i muri a secco che dividono i pascoli, le soglie e gli stipiti delle case rurali, le fontane dei borghi dell'entroterra, i manufatti funebri e votivi disseminati nelle campagne galluresi. Il granito locale, grigio chiaro con venature che variano secondo il giacimento, ha una grana che lo rende lavorabile con precisione pur mantenendo una durezza considerevole, e questo ne ha fatto nel tempo un materiale ricercato anche fuori dalla Sardegna.
Il mestiere dello scalpellino si trasmette attraverso la pratica diretta, in laboratori che spesso coincidono con spazi familiari. La competenza si misura nella capacità di leggere la pietra prima ancora di tagliarla — di individuare le linee di frattura naturale, di capire dove il blocco cederà e dove resisterà. Gli strumenti tradizionali, la subbia e la gradina, convivono oggi con macchinari a disco diamantato, ma la fase di rifinitura e scultura resta affidata alla mano. Alcuni artigiani si dedicano alla produzione di elementi architettonici su commissione; altri hanno sviluppato una ricerca formale che porta il granito verso la scultura d'arte, mantenendo però un legame riconoscibile con la materia e con il territorio di provenienza.
Calangianus si trova nella provincia di Sassari, inserita in un paesaggio di sugherete e affioramenti rocciosi che caratterizza l'entroterra gallurese. La distanza dalla costa non è solo geografica: il paese conserva ritmi e proporzioni di un'Italia interna che ha costruito la propria identità su risorse locali e saperi trasmessi oralmente. Il granito, in questo contesto, non è soltanto un materiale da costruzione ma una presenza costante che ha modellato lo sguardo e la mano di chi ci lavora da generazioni.
Gianni Careddu · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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