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Lago alpino d'alta quota raggiungibile a piedi dalla Val Formazza, lontano dai percorsi più frequentati del Piemonte montano. Meta di escursionismo autentico con panorami sulle cime del confine italo-svizzero.
Nell'alta Valle Antrona, nel Verbano-Cusio-Ossola, esiste un bacino che la cartografia ufficiale registra con due nomi sovrapposti: Lago dei Cavalli e Lago di Cheggio. La doppia denominazione è già una traccia della sua storia: il lago naturale che occupava questa conca a 1.490 metri di quota scomparve per erosione, e nel 1926 una diga ne ricreò la forma, trattenendo le acque del torrente Loranco. Ciò che si vede oggi è dunque una costruzione umana che ha preso le sembianze del paesaggio, fino a diventarne parte indistinguibile.
Il colore dell'acqua è il primo dato che colpisce chi arriva dalla mulattiera che sale dall'Alpe Cheggio. Il turchese del bacino non è uniforme: cambia con l'angolazione della luce, con l'ora del giorno, con la copertura nuvolosa. Non è un effetto scenografico calcolato, ma il risultato della composizione minerale dell'acqua e della profondità variabile del fondale. Intorno, la vegetazione è fitta fino alla quota in cui le rocce prendono il sopravvento, e le cime che chiudono l'orizzonte appartengono a un sistema montuoso che divide il Piemonte dalla Svizzera.
Il percorso di accesso parte dall'Alpe Cheggio, dove è disponibile un parcheggio, e risale il versante con un dislivello contenuto, adatto a escursionisti con preparazione ordinaria. La Valle Antrona ospita altri bacini — Antrona, Cingino, Campliccioli, Camposecco — ma il Lago dei Cavalli rimane meno frequentato rispetto alle mete alpine più note del Piemonte settentrionale. Questa relativa solitudine non è un caso: la valle non è attrezzata per un turismo di massa, e i tempi di percorrenza scoraggiano chi cerca comodità.
La fauna della zona comprende marmotte, stambecchi e, occasionalmente, aquile. La loro presenza non è garantita né programmabile: dipende dalla stagione, dall'ora e dalla fortuna di chi cammina con attenzione. È questo il tipo di incontro che l'alta montagna concede — non come spettacolo, ma come circostanza.
Alessandro Vecchi · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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