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Processione notturna con fiaccole di rami intrecciati ('ndocce) che si svolge la vigilia dell'Immacolata, tradizione pagano-cristiana tra le più spettacolari del Molise. È un rito collettivo che coinvolge l'intera comunità agnonese da secoli.
Agnone sorge nell'Alto Molise a oltre 800 metri di quota, nel cuore dell'Appennino sannita, borgo di antica fondazione che la tradizione vuole legato a una presenza veneziana medievale nel suo quartiere più antico. La provincia di Isernia, tra le meno popolate d'Italia, custodisce qui una delle testimonianze di vita comunitaria più continue e coerenti dell'intera penisola. È in questo contesto di isolamento geografico e di tenace memoria collettiva che la 'Ndocciata ha potuto sopravvivere intatta attraverso i secoli, senza diventare rievocazione né spettacolo, ma restando rito.
La vigilia dell'Immacolata, l'8 dicembre, le vie del centro storico di Agnone si riempiono di fuoco. I portatori — centinaia, espressione di famiglie e rioni — reggono le *'ndocce*, fasci di rami di abete intrecciati che possono raggiungere i tre metri di altezza e i cinquanta chilogrammi di peso. Quando vengono accese, la processione si muove lenta attraverso il borgo: le fiamme si moltiplicano per riflessione sulle facciate in pietra, l'odore della resina bruciata si diffonde nell'aria fredda di dicembre, il crepitio del legno accompagna il passo dei portatori. Non c'è una regia visibile. C'è una sequenza tramandata di gesti che ogni generazione ha appreso dalla precedente.
Le radici del rito affondano in pratiche pre-cristiane legate al ciclo solare invernale: il fuoco come risposta simbolica al buio crescente, come gesto propiziatorio verso la luce che tornerà. Con la cristianizzazione del calendario, quella notte di fiamme trovò una nuova cornice nella festa dell'Immacolata Concezione, senza perdere la sostanza arcaica del gesto. Questa sovrapposizione di strati — pagano e cristiano, agrario e liturgico — è la struttura profonda di molte tradizioni appenniniche, ma raramente essa si manifesta con la fisicità immediata che la 'Ndocciata conserva.
Agnone è nota anche per la Pontificia Fonderia Marinelli, attiva da secoli nella produzione di campane con fregio pontificio, e per una biblioteca, la Biblioteca Benedetto Labanca, che conserva circa 60.000 volumi. Questi elementi — il fuoco, il bronzo, i libri — compongono il profilo di una comunità che ha elaborato forme proprie di trasmissione culturale in un territorio periferico rispetto ai grandi assi della storia italiana. La 'Ndocciata non è separabile da questo contesto: è la forma più visibile e collettiva di una memoria che ad Agnone ha trovato modi diversi di persistere.
Matteo Pappadopoli · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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