Prima di proseguire
Questo sito usa solo ciò che serve a farlo funzionare: la lingua che scegli, l'accesso all'area riservata, e conteggi anonimi per capire se la ricerca risponde bene. Per le campagne pubblicitarie chiediamo il tuo permesso, e senza un sì non parte nulla. Vedi l'elenco completo.
La gerla, cesta portata sulle spalle tipica delle zone montane piemontesi, rappresenta un esempio di artigianato rurale diffuso, spesso realizzato in proprio dai montanari come strumento quotidiano di lavoro. La sua produzione si colloca in un insieme più ampio di mestieri del legno che caratterizzano le tradizioni alpine del Piemonte.
Nelle valli alpine del Piemonte, dove i versanti ripidi rendevano impraticabile qualsiasi mezzo a ruota, il trasporto dei carichi era affidato alla schiena umana. Lo strumento che rendeva possibile questo lavoro era la gerla: una cesta di forma troncoconica, portata sulle spalle mediante bretelle, costruita intrecciando rami sottili e flessibili ricavati direttamente dal bosco circostante. Non era un oggetto di bottega, né il prodotto di una manifattura organizzata. Era, nella maggior parte dei casi, qualcosa che ogni famiglia sapeva fare da sé.
La scelta del materiale era già una competenza in sé. I rami di nocciolo, di salice o di castagno venivano raccolti in stagioni precise, quando la corteccia cedeva senza spezzarsi e la fibra manteneva la giusta elasticità. La lavorazione avveniva in casa, nei mesi invernali, quando i campi e i pascoli non richiedevano presenza. Il telaio di base — le costole verticali della cesta — veniva fissato su un'intelaiatura rigida, poi intrecciato con strisce più sottili seguendo schemi tramandati a memoria, senza disegni né misure scritte. Il risultato era uno strumento capace di reggere decine di chilogrammi su sentieri dove non passava nient'altro.
Documenti regionali piemontesi citano la produzione della gerla tra gli esempi più rappresentativi di mestiere montano autonomo: un sapere che non richiedeva una specializzazione esclusiva, ma che si intrecciava con le altre attività della vita rurale alpina — il taglio del bosco, la cura degli animali, la manutenzione dei terrazzamenti. In questo senso la gerla non era il prodotto di un artigiano nel senso moderno del termine, ma l'espressione di una competenza diffusa, condivisa all'interno della comunità di borgata.
Con la motorizzazione delle aree montane e lo spopolamento progressivo delle valli piemontesi nel secondo Novecento, la necessità pratica che aveva generato questo oggetto è venuta meno. La gerla sopravvive oggi in alcuni musei etnografici e nelle raccolte dedicate alla civiltà alpina, dove viene conservata come testimonianza materiale di un sistema di vita ormai dissolto. Ciò che resta, oltre all'oggetto fisico, è la traccia di una conoscenza che non si trasmetteva attraverso testi ma attraverso la presenza, l'osservazione, la ripetizione stagionale del gesto.
Attività certificate Made in Italy vicine a questo luogo.

PIZZERIA 150
Torino (TO) · 1.1 km

Fartes
Torino (TO) · 2.7 km
Il Macellaio
Torino (TO) · 2.8 km

NCCEXPRESS&CO. - di Lambreschi Andrea - Noleggio Con Conducente
Torino (TO) · 2.9 km
Carrozzeria Galati
Torino (TO) · 2.9 km

L'Estetica
Torino (TO) · 3.9 km