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Borgo medievale ai piedi della Maiella, Guardiagrele è noto sia per l'artigianato del ferro battuto e dell'oreficeria sia per una solida tradizione gastronomica locale legata ai prodotti del territorio montano.
Guardiagrele si trova a 576 metri sul livello del mare, sul versante orientale della Maiella, in una posizione che mette in comunicazione diretta la montagna con la pianura costiera adriatica. Questa doppia appartenenza geografica — né pienamente montana né pianeggiante — ha plasmato nei secoli una cultura materiale composita, dove i prodotti della pastorizia e del bosco si intrecciano con quelli dell'agricoltura collinare. Il borgo fa parte del Parco Nazionale della Maiella e figura nell'elenco dei Borghi più belli d'Italia: due riconoscimenti che restituiscono la misura di un territorio rimasto a lungo ai margini dei circuiti principali.
La pietra bianca della Maiella è il materiale con cui Guardiagrele è stata costruita, e Gabriele d'Annunzio, nel romanzo *Il trionfo della morte*, la chiamò appunto "la città di pietra". Quella stessa pietra compare nelle facciate della Collegiata di Santa Maria Maggiore, nel tracciato dei vicoli e nei portali delle botteghe artigiane che ancora oggi lavorano il ferro battuto e l'oreficeria secondo tecniche tramandate. La continuità tra il fare e l'abitare è qui più visibile che altrove: le botteghe non sono ricostruzioni museali ma luoghi di produzione attiva, dove il mestiere si esercita con strumenti e gesti riconoscibili.
La tradizione gastronomica del borgo attinge a un repertorio preciso. La pasta fatta a mano — in particolare i maccheroni alla chitarra, preparati con l'apposito telaio di corde metalliche che è esso stesso un oggetto artigianale — rappresenta il filo conduttore di una cucina che privilegia la materia prima locale: carni ovine, funghi del sottobosco della Maiella, legumi di montagna. I salumi prodotti nella zona della Maiella, tra cui la ventricina e le soppressate, seguono ricette che variano da paese a paese con differenze minime ma tenacemente custodite.
Tra i prodotti di pasticceria, le *Sise delle Monache* occupano un posto riconoscibile. Si tratta di un dolce dalla forma trilobata, realizzato con pasta bignè e crema pasticcera, la cui origine è ricondotta alle monache clarisse che abitavano il convento del borgo. Il nome, diretto e privo di eufemismi, è rimasto invariato nel tempo. Alcune pasticcerie storiche di Guardiagrele ne mantengono la produzione secondo la ricetta tradizionale, e il dolce è diventato nel tempo uno dei riferimenti gastronomici più riconoscibili dell'intera provincia di Chieti.
Il rapporto tra Guardiagrele e il Parco Nazionale della Maiella definisce anche la qualità delle materie prime disponibili nel territorio circostante. Il massiccio, con i suoi oltre 2.700 metri di quota al Blockhaus e una biodiversità vegetale tra le più ricche dell'Appennino centrale, fornisce erbe aromatiche, tartufo nero, miele di alta quota e selvaggina. Questa disponibilità ha orientato la cucina locale verso preparazioni che valorizzano il prodotto nella sua forma più diretta, senza elaborazioni che ne alterino il profilo. Il risultato è una tavola che riflette fedelmente il paesaggio che la circonda.
Da flow · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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