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Percorso pedonale di 10 chilometri che collega piccoli centri rivieraschi del Lario, da Colonno fino a Griante, attraversando borghi minori come Sala Comacina, Ossuccio, Lenno e Mezzegra. Un itinerario a piedi che svela la sponda occidentale del lago lontano dai flussi turistici principali.
La Greenway del Lago di Como percorre undici chilometri e mezzo lungo la sponda occidentale del Lario, da Colonno fino a Griante, seguendo in buona parte il tracciato dell'antica Via Regina. Quella strada romana, costruita per collegare Como con i territori transalpini, è rimasta per secoli l'asse portante della vita rivierasca: commerci, pellegrinaggi, spostamenti stagionali. Il cammino moderno ne ricalca la logica, tenendosi vicino all'acqua e attraversando una sequenza di centri minori che il turismo di massa ha lambito senza mai del tutto assorbire.
Il percorso parte da Colonno, piccolo borgo alle pendici del Monte Costone, e procede verso sud-est toccando Sala Comacina — l'unica isola del lago, la Comacina, si vede da qui a poche centinaia di metri dalla riva — poi Ossuccio, Lenno, Mezzegra, Tremezzo e infine Griante. Ciascun centro ha una propria misura: Lenno conserva una pieve romanica con battistero, Ossuccio ospita il Sacro Monte patrimonio UNESCO, Tremezzo è nota per Villa Carlotta con i suoi giardini botanici. Il tracciato è suddiviso in cinque tappe, percorribili anche separatamente grazie al servizio di autobus C110 che collega i paesi lungo la sponda.
Il dislivello complessivo è contenuto, ma il percorso non è uniforme: alterna tratti pianeggianti a ridosso del lungolago ad altri che salgono tra muri a secco, oliveti e giardini storici murati. È questa variazione di quota e di paesaggio a rendere il cammino fisicamente presente, non una semplice passeggiata asfaltata. In certi punti il sentiero si stringe tra recinzioni di ville private e il bordo del lago, restituendo la sensazione di muoversi dentro un territorio vissuto piuttosto che allestito per la visita.
La sponda occidentale del Lario — il cosiddetto Triangolo Lariano nella sua declinazione comasca — ha storicamente attratto una frequentazione diversa rispetto alle rive orientali: più discreta, legata a soggiorni lunghi e a una certa idea di ritiro. Quella stratificazione si legge ancora nell'architettura delle ville, nei muri che separano i giardini dalla strada, nel modo in cui i borghi si presentano compatti e quasi chiusi verso il lago. La Greenway attraversa tutto questo senza forzarlo, offrendo un punto di osservazione laterale su un paesaggio che da fuori — dal battello, dalla strada statale — appare molto diverso.
Daniel Case · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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