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Antico orto botanico medievale nel cuore di Salerno, considerato uno dei primi d'Europa, legato alla tradizione della Scuola Medica Salernitana.
Nel cuore del centro storico di Salerno, su una serie di terrazze digradanti verso il mare, si trovano i Giardini della Minerva. Il sito è legato a doppio filo alla Scuola Medica Salernitana, la più antica istituzione medica dell'Occidente, attiva tra il IX e il XIII secolo, che fece di Salerno uno dei principali centri europei per lo studio e la trasmissione del sapere medico. In questo contesto, l'orto botanico non era un ornamento, ma uno strumento di lavoro: un laboratorio a cielo aperto dove le piante venivano coltivate, studiate e trasformate in rimedi.
La figura storicamente associata al giardino è quella di Matteo Silvatico, medico e botanico vissuto tra il XIII e il XIV secolo, autore del *Pandectarum Medicinae*, un'opera enciclopedica sulle piante officinali che costituì per lungo tempo un riferimento fondamentale nella letteratura medica medievale. Silvatico avrebbe curato e organizzato questo spazio come luogo di ricerca e didattica, raccordando la tradizione greca, araba e latina che la Scuola Medica Salernitana aveva saputo sintetizzare in modo del tutto peculiare per l'epoca.
Le terrazze su cui si sviluppa il giardino seguono la morfologia naturale del colle Bonadies, nel rione della Giudecca, e sono attraversate da un sistema di canalizzazione idrica che risale all'impianto medievale. Le piante coltivate appartengono alle categorie delle officinali e delle medicinali, disposte secondo criteri che riflettono la dottrina terapeutica dell'epoca: ogni specie ha una collocazione che risponde a logiche di classificazione ereditate dalla medicina antica. Tra le essenze presenti figurano salvia, ruta, issopo, valeriana e numerose altre piante che compaiono nei testi della tradizione salernitana.
Il sito, recuperato e riaperto al pubblico alla fine degli anni Novanta del Novecento dopo decenni di abbandono, è oggi gestito con il contributo dell'Associazione Hortus Magnus e dell'Associazione Erchemperto. All'interno del complesso è attiva una biblioteca specializzata in storia della medicina e botanica, e una tisaneria dove è possibile acquistare preparati a base delle erbe coltivate nel giardino stesso. La dimensione del luogo è raccolta, quasi domestica, lontana dalla scala monumentale di altri siti campani.
Ciò che distingue i Giardini della Minerva nel panorama degli orti botanici italiani è la continuità del suo riferimento storico: non si tratta di una ricostruzione filologica astratta, ma di un sito che mantiene viva una pratica — la coltivazione delle piante medicinali secondo canoni codificati — in diretta relazione con i testi e le figure che in quel luogo, o nelle sue immediate vicinanze, operarono secoli fa. La Scuola Medica Salernitana non ha lasciato un edificio integro né una sede riconoscibile, ma in questo fazzoletto di terra terrazzata sul mare qualcosa della sua eredità ha trovato una forma concreta e persistente.
Bernard Gagnon · CC BY 4.0 — Wikimedia Commons
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