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Borgo dell'Alta Langa custode della tradizione della nocciola tonda, varietà pregiata che caratterizza l'identità produttiva e paesaggistica di questa valle minore del Cuneese. Il centro storico conserva il Castello, una Torre circolare e il Complesso di San Francesco.
Il Bormida divide Cortemilia in due: sulla riva destra il quartiere di San Michele, sulla sinistra quello di San Pantaleo. Il fiume scorre stretto tra le colline dell'Alta Langa, in quella parte del Cuneese che resta nell'ombra delle Langhe del vino, meno percorsa dai circuiti consolidati del turismo enogastronomico piemontese. Eppure è proprio questa posizione defilata ad aver preservato un'identità produttiva precisa, costruita nei secoli attorno a un frutto: la nocciola Tonda Gentile di Langa, di cui Cortemilia è considerata la capitale riconosciuta.
La Tonda Gentile è una cultivar autoctona dal profilo organolettico distinto — forma sferica regolare, pellicola che si separa nettamente dal gheriglio dopo la tostatura, aroma persistente. Queste caratteristiche l'hanno resa il riferimento tecnico per alcune delle più importanti industrie dolciarie europee, pur rimanendo alla base di una filiera artigianale locale che va dalla raccolta manuale sui pendii collinari alla trasformazione in paste, oli e prodotti da forno. I noccioleti disegnano il paesaggio dell'Alta Langa con una geometria diversa da quella dei vigneti: file più fitte, chiome più alte, una tonalità di verde che cambia con le stagioni in modo meno spettacolare ma altrettanto riconoscibile.
A custodire e promuovere questa tradizione è la Confraternita della Nocciola Tonda Gentile di Langa, con sede a Cortemilia, che riunisce produttori, trasformatori e appassionati in una struttura associativa con statuto, insegne e cariche formali — il Gran Maestro in testa. Non è un organismo di certificazione ma un presidio culturale, uno strumento per mantenere viva la memoria tecnica e gastronomica legata a questo prodotto in un territorio che rischia, come molte aree interne italiane, lo spopolamento e la perdita di competenze tramandate per via diretta.
Il centro storico di Cortemilia conserva tracce medievali leggibili ancora oggi: il Castello, la Torre circolare e il Complesso di San Francesco compongono un tessuto architettonico che racconta la stratificazione di un borgo che fu sede di signorie locali prima di diventare un centro agricolo minore. La pietra di Langa — lo stesso materiale con cui è costruito quasi interamente il vicino borgo di Bergolo — compare anche qui nei muri più antichi, conferendo agli edifici una coerenza materica con il paesaggio circostante.
Cortemilia non offre la densità monumentale delle città d'arte né la notorietà delle cantine del Barolo o del Barbaresco. Offre invece la misura di un luogo in cui il prodotto della terra e la forma del borgo si sono sviluppati insieme, ciascuno condizionando l'altro nel tempo. La nocciola non è un'aggiunta folkloristica al calendario locale: è la ragione economica e simbolica attorno a cui si è organizzata per generazioni la vita di questa valle.
Corrado Destefanis · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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