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Le Contrade di Soriano nel Cimino animano la Sagra delle Castagne con sfilate in costume, rappresentazioni storiche e leggendarie, cavalieri, armigeri e sbandieratori di fama europea. Una tradizione competitiva radicata nell'identità civica del borgo.
Soriano nel Cimino sorge a 509 metri sul livello del mare, sui Monti Cimini, in quella fascia della Tuscia viterbese dove il paesaggio vulcanico si fa bosco fitto e il borgo medievale conserva ancora la sua struttura arroccata intorno al castello Orsini, fatto edificare da papa Niccolò III intorno al 1279. È in questo contesto — pietra, storia stratificata, identità civica tenace — che le Contrade hanno trovato il terreno più adatto per radicarsi e durare.
Le Contrade di Soriano nel Cimino si manifestano con la loro forma più compiuta durante la Sagra delle Castagne, appuntamento autunnale che scandisce da decenni il calendario del borgo. Non si tratta di una rievocazione nel senso folkloristico del termine, intesa come ricostruzione esteriore di un passato lontano: le Contrade sono organismi vivi, con una propria struttura associativa, una propria memoria condivisa e una rivalità interna che alimenta la qualità delle esibizioni. Cavalieri, armigeri, sbandieratori e musici si preparano durante tutto l'anno, e la competizione tra i rioni non è mai puramente cerimoniale.
Il repertorio delle esibizioni attinge alla storia e alla leggenda del borgo, intrecciando episodi documentati con narrazioni tramandate oralmente. Gli sbandieratori di Soriano hanno raggiunto una reputazione che va oltre i confini regionali, partecipando a manifestazioni di rilievo europeo: la precisione tecnica delle evoluzioni con i drappi, il coordinamento tra i gruppi, la cura dei costumi costruiti secondo modelli storici — tutto questo ha fatto sì che il nome del borgo circoli in ambienti specializzati ben lontani dalla Tuscia.
Ciò che distingue questa tradizione da molte altre analoghe presenti nell'Italia centrale è la continuità generazionale. La trasmissione delle tecniche — il lancio del drappo, la gestione della bandiera in formazione, il passo degli armigeri — avviene all'interno delle Contrade stesse, da praticanti più anziani a più giovani, senza che sia necessaria un'istituzione esterna a garantirne la sopravvivenza. La memoria storica del borgo passa attraverso il corpo, il gesto, la performance collettiva, prima ancora che attraverso il testo scritto o il museo.
In questo senso le Contrade di Soriano nel Cimino rappresentano un caso in cui l'identità comunitaria non è affidata soltanto al patrimonio architettonico o paesaggistico — pur presente e rilevante — ma a una pratica che si rinnova ogni anno e che richiede partecipazione attiva. Il castello Orsini domina il profilo del borgo dall'alto; le Contrade lo abitano dal basso, nelle piazze, nelle strade, nel ritmo dei tamburi che precede ogni corteo.
Tulumnes · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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