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Fondata da Giulio Cesare come Forum Iulii, Cividale fu poi capitale longobarda del Friuli e conserva straordinarie testimonianze architettoniche di quell'epoca, tra le più significative d'Europa.
Nel nome stesso della regione è nascosta la sua origine: Forum Iulii, la città fondata da Giulio Cesare come avamposto romano lungo la via che conduceva verso i territori orientali dell'impero. Da quella denominazione latina derivò, per progressiva contrazione, il nome Friuli, e la città che ne fu il seme — oggi Cividale del Friuli, in provincia di Udine — porta ancora nei suoi strati architettonici la memoria di ogni civiltà che vi si è insediata nel corso di quasi duemila anni.
Fu però con i Longobardi che Cividale assunse un ruolo di primo piano nella storia europea. Dopo la discesa in Italia del 568, il popolo germanico guidato da Alboino scelse questo luogo come sede del primo ducato longobardo della penisola. Per oltre sei secoli la città rimase un centro di potere e cultura, divenendo poi sede del Patriarcato del Friuli fino al 1238. Di quella stagione restano testimonianze materiali di rara consistenza: il Tempietto Longobardo, incastonato nella roccia che sovrasta il Natisone, è un oratorio dell'VIII secolo con stucchi e affreschi che appartengono a una tradizione figurativa ancora in parte misteriosa nella sua origine. Nel Museo Cristiano della Cattedrale di Santa Maria Assunta si conservano l'Altare di Ratchis, scolpito intorno al 740 per volere del re longobardo omonimo, e il Battistero di Callisto, entrambi tra i manufatti più rilevanti dell'arte altomedievale in Italia. L'insieme di questi siti ha condotto, nel 2011, al riconoscimento UNESCO nell'ambito del seriale «Longobardi in Italia. I luoghi del potere».
Il tessuto urbano racconta stratificazioni successive con la stessa discrezione con cui le pietre si sovrappongono. Il Ponte del Diavolo, che attraversa il Natisone con i suoi archi asimmetrici, risale nella forma attuale al XV secolo, ricostruito dopo la distruzione del 1331 e poi ancora dopo quella del 1917 durante la Prima guerra mondiale. Sotto di esso, il fiume scorre tra pareti di roccia calcarea in un paesaggio che ha poco della pianura friulana e molto di una gola alpina in miniatura. Il centro storico conserva il tracciato romano, con il Museo Archeologico Nazionale che occupa il palazzo dei Provveditori Veneti e custodisce reperti che coprono l'arco cronologico dall'età del bronzo all'epoca longobarda.
Cividale si trova a circa trenta chilometri dal confine sloveno, ai margini orientali dei Colli del Friuli, nel punto in cui la pianura cede il passo alle Valli del Natisone. Questa posizione di frontiera ha determinato la sua storia tanto quanto la sua geografia: crocevia di popoli, lingue e influenze, la città ha assorbito e sedimentato senza mai perdere una propria identità riconoscibile. Quella identità si legge ancora oggi nel dialetto locale, nella toponomastica, nella cucina che mescola tradizioni friulane e influenze slave, e in una vita civile che mantiene una scala umana — poco più di undicimila abitanti — capace di tenere viva la relazione quotidiana con un patrimonio che altrove rischierebbe di diventare pura scenografia.
Aconcagua (talk) · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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