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Insaccato tradizionale a base di carne suina e rape bianche, presidio Slow Food, legato alla cultura contadina della Valle del Chiese e del territorio di San Lorenzo Dorsino.
Nelle valli del Trentino occidentale, dove gli inverni si misurano in mesi e la terra restituisce poco, la necessità ha spesso generato forme di sapere che il tempo non ha cancellato. San Lorenzo in Banale — oggi parte del comune di San Lorenzo Dorsino, nel Parco Naturale Adamello Brenta — custodisce una di queste forme: la Ciuìga del Banale, un insaccato che nasce dall'incontro tra la carne suina e la rapa bianca, due ingredienti che la logica della sopravvivenza ha unito in modo indissolubile.
La storia documentata fa risalire l'origine della Ciuìga al 1875 circa, quando un macellaio locale di nome Palmo Donati elaborò la ricetta nella sua forma riconoscibile. In quegli anni la carne di maiale era una risorsa preziosa, destinata in larga parte alla vendita: ai contadini restavano le frattaglie e gli scarti. Le rape bianche, seminate in luglio e raccolte in ottobre, erano invece abbondanti e accessibili. Cotte e strizzate, venivano mescolate all'impasto di carne, con sale, aglio e pepe nero. Il composto veniva poi insaccato e affumicato con legna di faggio e rami di ginepro, nel locale detto sanza, ricavato dall'antico caseificio turnario della frazione di Senaso. Il risultato era un salume compatto, dal profilo aromatico deciso, capace di nutrire attraverso l'inverno.
Quello che distingue la Ciuìga da altri insaccati regionali non è soltanto la presenza della rapa — insolita in un prodotto di norcineria — ma la proporzione tra i due elementi e la tecnica di affumicatura, che conferisce al prodotto una nota resinosa e terrosa insieme. La rapa non è un semplice riempitivo: modifica la consistenza dell'impasto, alleggerisce il grasso e lascia una traccia riconoscibile al palato. Ogni produttore ha tramandato varianti minime nella proporzione degli ingredienti e nei tempi di affumicatura, rendendo ogni lotto leggermente diverso dall'altro pur nel rispetto di una struttura comune.
Il riconoscimento come Presidio Slow Food ha formalizzato un disciplinare che definisce le materie prime, il territorio di produzione e i metodi artigianali ammessi, sottraendo la Ciuìga al rischio di imitazioni industriali e garantendo la continuità di un sapere che altrimenti avrebbe potuto disperdersi. San Lorenzo in Banale, borgo incluso nell'elenco dei Borghi più belli d'Italia, rimane il centro di questa produzione: le case in pietra e legno, le fontane scolpite, i portali antichi formano il contesto materiale dentro cui la tradizione della Ciuìga ha preso forma e continua a essere praticata.
Syrio · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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