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Vietri sul Mare è il principale centro campano della ceramica artistica, riconoscibile per i vivaci decori policromi e i motivi ispirati al mare e alla vita contadina. La tradizione ceramica locale affonda le radici nel Rinascimento e ha conosciuto una stagione di rinnovamento nel Novecento grazie all'apporto di artisti stranieri.
Vietri sul Mare si trova al confine settentrionale della Costiera Amalfitana, nel punto in cui la montagna cede al golfo di Salerno e le strade cominciano a stringersi. È qui, in questo passaggio di paesaggio, che la ceramica artistica ha costruito nel tempo una presenza così radicata da diventare parte della fisionomia stessa del luogo: le maioliche rivestono facciate, scalinate, cupole di chiese. La tradizione affonda le radici nel Rinascimento, quando le prime botteghe si organizzarono attorno alla lavorazione dell'argilla locale, ma è nel corso del Novecento che la produzione vietrese ha conosciuto una svolta decisiva.
Tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, un gruppo di artisti tedeschi legati all'area culturale del Bauhaus soggiornò a Vietri e si inserì nel tessuto delle botteghe locali. Il loro contributo non sostituì il repertorio tradizionale, ma lo attraversò, introducendo semplificazioni formali e nuove sensibilità cromatiche che si mescolarono ai motivi già consolidati: i pescatori, i limoni, i pesci, le scene di vita contadina. Quella stratificazione è ancora leggibile in alcune produzioni, dove il segno si fa più sintetico senza perdere il colore pieno — il giallo, il blu cobalto, il verde ramina, l'arancio — che rimane la cifra riconoscibile della ceramica vietrese.
Il Museo Provinciale della Ceramica, ospitato all'interno di Villa Guariglia in località Raito, conserva una raccolta che documenta questa doppia anima della tradizione locale, dalle origini rinascimentali fino alle contaminazioni novecentesche. Le botteghe del centro storico mantengono invece viva la dimensione artigianale nella sua forma più diretta: il tornio, la smaltatura a mano, la cottura in forno. Tra queste, le Ceramiche Solimene occupano un edificio progettato dall'architetto Paolo Soleri negli anni Cinquanta, una struttura in cui la produzione industriale e quella artigianale convivono in un contesto architettonico che ha una sua storia autonoma.
Vietri è riconosciuta come Città della Ceramica nell'ambito dell'Associazione Italiana Città della Ceramica, un circuito che raggruppa i principali centri italiani della produzione maiolicata. Questo riconoscimento formale non esaurisce però la natura del legame tra il paese e il suo mestiere. A Vietri la ceramica non è un'attrazione separata dal contesto urbano: è il contesto stesso, il materiale con cui il paese si è costruito un'identità visiva che resiste alle stagioni del turismo di massa senza dissolversi in esse.
Liberotag73 · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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