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Museo e centro culturale dedicato alla figura di Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana moderna, ospitato nel borgo di Forlimpopoli. Racconta la storia della tradizione culinaria romagnola attraverso la vita e le opere dell'autore de 'La scienza in cucina'.
Forlimpopoli è un borgo della pianura romagnola, nel forlivese, che non figura tra le mete di richiamo della regione. Eppure è qui che nacque, nel 1820, Pellegrino Artusi, e qui che nel 2007 è stato inaugurato il centro culturale che porta il suo nome. Casa Artusi occupa la chiesa sconsacrata dei Servi di Maria, nel cuore del centro storico: un edificio del Seicento restituito a funzione civile con un intervento che ha conservato la struttura originaria adattandola a spazi espositivi, biblioteca e laboratori.
La figura di Artusi merita qualche precisazione biografica, perché la sua traiettoria è tutt'altro che lineare. Trascorse la prima parte della vita nel commercio, gestendo gli affari della drogheria di famiglia. Solo nel 1865, a quarantacinque anni, si trasferì a Firenze e cominciò a dedicarsi sistematicamente alla letteratura e alla gastronomia. Aveva settantuno anni quando scrisse *La Scienza in Cucina e l'Arte di Mangiar Bene*, raccolta di 790 ricette della cucina domestica italiana che pubblicò a proprie spese nel 1891, dopo che due editori avevano rifiutato il manoscritto. Il libro divenne un riferimento della borghesia italiana e continua a essere ristampato e tradotto. Il merito storico che gli viene attribuito è preciso: avere attraversato le cucine regionali della penisola — con il contributo determinante dei suoi cuochi, Francesco Ruffilli e Marietta Sabatini — e restituito un repertorio comune in lingua italiana corrente, accessibile a chi non avesse formazione professionale.
Casa Artusi è considerata il primo museo italiano dedicato alla cucina domestica borghese. La sua struttura riflette questa doppia natura di luogo della memoria e centro vivo: alla sezione espositiva, che documenta la vita e l'opera di Artusi attraverso edizioni originali, oggetti e materiali d'archivio, si affiancano una biblioteca gastronomica specializzata e una scuola di cucina con calendario di corsi aperti al pubblico. Le cosiddette "Mariette" — nome che richiama la cuoca di Artusi — sono le figure che animano la trasmissione pratica delle ricette, in una continuità volutamente artigianale tra sapere scritto e gesto manuale.
Il contesto territoriale in cui Casa Artusi si inserisce non è secondario. La Romagna è una delle aree d'Italia con la stratificazione gastronomica più densa: pasta tirata a mano, piadina, salumi, vini come il Sangiovese di Romagna e l'Albana. Forlimpopoli si trova a pochi chilometri da Forlì e da Cesena, lungo la via Emilia, l'asse romano che ha strutturato per secoli gli scambi commerciali e culturali della pianura padana. In questo paesaggio agricolo e mercantile, la figura di Artusi non è un'eccezione ma una sintesi: un uomo di commercio che ha fatto della cucina un atto intellettuale, e di un ricettario uno strumento di coesione nazionale ante litteram.
Marek Ślusarczyk (Tupungato) Photo gallery · CC BY 3.0 — Wikimedia Commons
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