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Antica colonia romana di primaria importanza, Aquileia conserva un patrimonio archeologico eccezionale che include la basilica paleocristiana con il celebre mosaico pavimentale e un vasto sito di scavi visitabile.
Fondata nel 181 a.C. per delibera del senato romano, Aquileia nacque come avamposto militare sul margine nordorientale della penisola, in un punto dove la pianura friulana si apre verso le Alpi orientali e il bacino adriatico converge con le rotte terrestri dell'Europa centrale. La posizione non era casuale: quel nodo geografico avrebbe fatto di Aquileia, nei secoli successivi, uno dei centri commerciali e amministrativi più rilevanti dell'intero Occidente romano, quarta o quinta città dell'impero per popolazione secondo le stime degli storici, crocevia di merci che andavano dall'ambra baltica alle spezie orientali, dal vino italico alle ceramiche galliche.
L'espansione della città raggiunse la sua pienezza in età augustea e imperiale. Il foro, le *domus* con i loro pavimenti a mosaico, i magazzini portuali lungo il Natisone — il fiume che allora la collegava alla laguna e al mare — restituiscono ancora oggi la misura di un organismo urbano complesso e stratificato. Gli scavi, avviati sistematicamente nel XIX secolo e proseguiti fino ai nostri giorni, hanno portato alla luce strade lastricate, necropoli, strutture termali e i resti del porto fluviale: un insieme che si può percorrere in parte a cielo aperto, camminando tra i filari di colonne e i basoli originali, con una prossimità fisica alla materia antica che pochi siti in Italia consentono.
La sovrapposizione tra la città romana e quella paleocristiana è uno degli aspetti che rendono Aquileia storicamente densa in modo singolare. Il vescovo Teodoro, agli inizi del IV secolo, promosse la costruzione di un grande complesso basilicale di cui la Basilica di Santa Maria Assunta conserva, sotto il pavimento, il mosaico più esteso del mondo cristiano antico: oltre 700 metri quadrati di tessere policrome che raffigurano scene bibliche, ritratti di donatori, animali e motivi geometrici. La datazione al periodo immediatamente successivo all'Editto di Milano — intorno al 314 d.C. — colloca questo pavimento tra i documenti figurativi più antichi della fede cristiana istituzionalizzata.
Nel 1998 l'area archeologica e la basilica sono state iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, riconoscimento che ha consolidato una tutela già avviata ma che non ha trasformato il luogo in un sito museificato. Aquileia rimane un comune di circa tremila abitanti nella provincia di Udine, e questa proporzione tra la piccola scala del presente e la vastità di ciò che la terra custodisce conferisce alla visita una qualità difficile da trovare altrove: il silenzio tra i ruderi non è costruito, è semplicemente quello di una pianura friulana in un pomeriggio feriale.
Commonists · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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