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ECCELLENZE CORRELATE
E’ una questione di stileSapori Eoliani
Una passione lunga generazioni
Lavoro, tradizione e amore per la terra: tutto questo è Sapori Eoliani, una storia lunga intere generazioni, che affonda le radici nella splendida Pollara, a Salina.
Tutti i prodotti provengono dall’Isola Verde, dove da tempo la famiglia De Lorenzo coltiva con amore e cura i suoi capperi e i suoi cucunci, fino a farli divenire marchio conosciuto e presidio Slow Food.
È proprio dalla passione e dalla dedizione del fondatore di Sapori Eoliani, Giuseppe De Lorenzo, che i capperi di Salina sono diventati simbolo riconosciuto non solo dell’Isola Verde, ma di tutto l’Arcipelago.
L’Azienda è oggi guidata da Maurizia De Lorenzo dopo la prematura scomparsa del figlio Roberto Rossello, giovane imprenditore di Salina e nipote di Giuseppe De Lorenzo. A fianco ai metodi tradizionali della lavorazione manuale, Maurizia investe costantemente nella ricerca e nell’innovazione, per migliorare e migliorarsi.
I Sapori Eoliani affondano le loro radici nell’isola di Pollara, prospera di piantagioni di capperi di Salina e luogo racchiuso tra la Riserva Naturale Orientata delle Montagne delle Felci e dei Porri, sul mare. I sapori e i profumi della Sicilia antica sono rimasti genuini ed incontaminati, così come lo sono i Sapori Eoliani, autentici prodotti di qualità e dedizione. Ancora oggi la loro lavorazione è manuale, sia in fase di raccolta, sia in quella di lavorazione.
Capperi e Cucunci di Sapori Eoliani vengono riprodotti per talee, un metodo ormai molto raro che fa dei Sapori Eoliani un prodotto di alta qualità, che permette di mantenere intatto il sapore naturale. La varietà nocellaro del cappero di Salina, ad esempio, è ad oggi un prodotto unico, succoso e dalla forma perfetta.
IL NOCINO DI ZENO
Negli anni Venti, nel periodo pionieristico del motociclismo, il piccolo Zeno accompagnava sempre suo padre Aderito, valente pilota nei circuiti di gara.
Zeno teneva stretta in mano una noce come portafortuna e, quando Aderito tornava vincitore con la coppa in mano, correva felice a piantare quella noce nei pressi della Pieve di Fosdondo.
Quando Aderito concluse la sua straordinaria carriera agonistica, Zeno raccolse il frutto di quegli alberi ormai cresciuti e ne ricavò un nocino, per assaporare di nuovo quei momenti indimenticabili.
Il risultato fu un infuso nato da una ricetta quasi magica, capace di custodire, ancora oggi dopo più di un secolo, il profumo delle vittorie.
Le gare
Negli anni Venti il numero di gare motociclistiche era impressionante: non c’era festa senza una corsa. Bastavano gli striscioni della partenza e del traguardo, qualche balla di paglia, il permesso dei Carabinieri… e il gioco era fatto.
Aderito correva con una G.D., considerata all’epoca l’espressione più avanzata della tecnica motociclistica. Grazie alle numerose affermazioni sportive, quella moto era diventata la più ambita dai piloti e dal pubblico.
Un nocino diverso
Il nocino non era un semplice infuso di mallo di noce: era molto di più.
Era il liquore della tradizione emiliana, quello in cui ogni famiglia si riconosceva attraverso una propria ricetta segreta.
In questo clima competitivo, il giovane Zeno concepì un’idea audace: creare un nocino nuovo che superasse tutti gli altri, così come suo padre aveva superato gli avversari nelle gare in moto.
Nacque così “Il Nocino migliore del mondo”.
Assaggiandone un bicchiere, l’elemento trasgressivo si manifesta nei primi istanti: il contesto in cui è nato apre a qualcosa di trascendente, a un risveglio quasi metafisico che crea il desiderio di appartenere a quel luogo — Fosdondo.
Zeno Masoni
Nel 1955 Zeno partì per gli Stati Uniti. Il suo lungo viaggio ebbe inizio dalla stazione di Fosdondo.
Riuscì a salire sull’ultima corsa che quel treno avrebbe mai effettuato: al suo ritorno dall’America, la ferrovia non esisteva più. Si chiudeva così un’epopea straordinaria, iniziata e finita nello stesso luogo.
Quando la perfezione cancella il brivido
Esce un nuovo modello di moto: la più veloce di sempre, dicono.
Da zero a cento in un lampo, numeri così piccoli da non riuscire nemmeno a sentirli davvero.
Nei circuiti dell’epoca di Aderito si limavano i secondi; oggi la perfezione si misura in millisecondi.
Ma cos’è la perfezione, se non la morte delle emozioni?
Un tempo c’era la lotta, la fatica dell’uomo prima di affrontare una curva. I motori ruggivano. L’errore era possibile. Il coraggio necessario.
Oggi i motori sussurrano, soffocati dal progresso.
Cambiano marcia prima ancora che tu lo chieda, veloci più del pensiero, ma senza anima nella corsa.
La chiamano evoluzione.
Eppure l’evoluzione non ha pietà: affina, taglia, leviga solo ciò che serve.
E le emozioni, si sa, non sono mai state considerate necessarie.
Così resti con tanti cavalli, ma ti senti vuoto: uno spettro di fibra di carbonio che rincorre numeri infinitesimali, privi di significato.
Alla fine del giro — o forse quel giro è già finito da tempo — resta solo il silenzio.
Il Nocino di Zeno, invece, è un giro che non finirà mai,
perché custodisce dentro di sé le emozioni di un tempo che non muore.
Macellai da generazioni, con un tocco di innovazione.
La Macelleria più Pazza d’Italia
Carni e Preparati
Eccellenza italiana 2026-2027
Questa azienda agricola è ricca di storia. Anche perché si tramanda ormai di generazione in generazione da qualche secolo, con dati certi arriviamo al 1840 e a condurre questa azienda dopo generazioni sono stati i miei nonni Alfonso e Elvira e molta di questa passione per il mondo agricolo probabilmente la devo a loro.
Vivevano di un agricoltura molto più povera, meno tecnologica ma sicuramente più sana e con uno stile di vita più sereno. Si lavorava la terra con aratri attaccati a 2 o 4 buoi che instancabilmente continuavano a tirare per tutto il giorno, per trebbiare il grano c’era molta più mano d’opera, e quando si finiva il proprio campo si andava da quello del vicino e così via. Si chiamava “scambio aiuto” si falciava tutto a mano con delle falci sotto un sole ardente, si mangiava fino a 5 volte al giorno (anche perché si lavorava fino a più di 15 ore al giorno) il più delle volte direttamente nei campi. A tutto pensavano le donne che in enormi ceste sulla testa portavano il pranzo e quant’altro. C’era un solo bicchiere col quale bevevano tutti. Anche il mais si raccoglieva a mano e poi la sera tutti insieme lo sgranocchiavano. Le piante invece venivano tagliate e raccolte in fascine che poi, una volta seccate, venivano usate per riscaldarsi e per cucinare. Apparentemente sembra assurdo e impossibile ma era la realtà ed era normale ed era più sano ed era più sereno ed era più pulito e soprattutto erano tutti più felici. L’espressione che più ho sentito in questi miei 40 anni di vita in questo mondo agricolo è stata: era una festa.
Però dopo l’avvento della tecnologia in agricoltura, tutto è cambiato. Al posto dei buoi per arare la terra adesso ci sono dei potenti trattori, le nuove mietitrebbie con un solo giorno fanno il lavoro che prima avrebbero fatto 20 persone per un mese. Lo scambio aiuto si è trasformato in assunzioni, contributi, TFR ecc. La parola d’ordine è diventata CORRERE, essere sempre più veloci e produttivi a discapito della condivisione dello stare insieme, della salute e della serenità. Basti pensare che con soli 2 ettari di terra, i miei nonni si potevano considerare ricchi in tutti i sensi. Oggi per poter portare a casa uno stipendio decente, proporzionato al sacrificio, un imprenditore agricolo deve coltivare almeno 100 ettari di terra. I margini di guadagno sono talmente bassi che si è costretti a fare solo tanta quantità di prodotto ortofrutticolo. Purtroppo però per poter fare una grande produzione si è costretti a ricorrere a trattamenti preventivi sulle colture con fitofarmaci, fitosanitari (fungicidi, insetticidi, diserbanti ecc). In molti casi ahimè, tutto questo non basta perché a dettare il prezzo finale di un prodotto agricolo non è l’agricoltore ma bensì il mercato. Un mercato influenzato da 1000 problemi come ad esempio la sovrapproduzione, l’importazione dei prodotti agricoli da altri paesi, la concorrenza sleale degli stessi, l’andamento climatico e così via arrivando cosi, il più delle volte a fine stagione a non coprire nemmeno i costi di produzione.
In sintesi la modernità in agricoltura ha portato meno sacrificio fisico ma ha reso schiavi i suoi agricoltori, schiavi di un sistema che ti toglie tutto ciò che di bello c’è in questo mondo. Meno reddito, più stress, maggiore inquinamento, più veleno sulle nostre tavole e quindi meno salute, e allora dopo gli ultimi 20 anni passati a rincorrere un progresso sempre più deludente ci siamo accorti che la strada per il futuro era una sola: TORNARE INDIETRO.
Nasce cosi una nuova idea di azienda agricola che da oltre 100 ettari di terreno passa a 25 ettari, che al posto della chimica preferisce la natura, che decide di commercializzare i propri prodotti in un punto vendita aziendale, determinando un prezzo che dia più dignità all’agricoltore ma, allo stesso tempo per effetto della VENDITA DIRETTA, anche molto più vantaggioso per il consumatore finale. Frutta e verdura di stagione della nostra azienda agricola, sempre fresca, raccolta più volte al giorno e coltivata in un territorio unico con un microclima fantastico lambiti dal mare e protetti dalla montagna. Il tutto rigorosamente a KM0 rispettando la natura e l’ambiente in cui viviamo.
La nostra è sempre stata un azienda a conduzione familiare e lo è anche oggi. Dopo la scomparsa di mio nonno a prendere le redini è stato mio padre Franco, che con il sostegno di una moglie esemplare Giuseppina, a sua volta mi ha passato la gestione di questa azienda che oggi conduco. Con me c’è mia moglie Laura, insegnante, che mi sostiene e mi da forza anche quando la stanchezza prende il sopravvento. A completare la nostra vita e la nostra familia ci sono le nostre 2 bambine, Giorgia e Caterina.
Vallese Mirco
Una storia di famiglia, di terra e di vino dal 1880
La storia dell'Azienda Ricci è la storia di un'azienda a conduzione familiare, fatta di personaggi, aneddoti ed esperienze che rappresentano un vero tesoro da custodire gelosamente e da tramandare di generazione in generazione.
Ebbe inizio nel lontano 1880 quando il bisnonno Benedetto e sua moglie Adele arrivarono in Maremma dalla montagna aretina. Da operaio di fiducia divenne proprietario di quei terreni coperti di boschi e acquitrini che trasformati in terreni fertili, ottimi per l’allevamento di bestiame e la semina di cereali, diventarono l’Azienda San Benedetto, quella che ora è Azienda Ricci.
Con nonno Quinto incomincia invece la storia dei nostri vigneti.
Da quel 1880 ad oggi tante cose sono cambiate, la produzione di uve si è moltiplicata come anche quella di seminativi. Inizialmente le uve erano vendute solo a grandi aziende per la produzione di vini importanti, ma ora una parte diventano i Vini Ricci.
La storia, i valori e la tradizione della famiglia Ricci vanno avanti con i fratelli Stefano e Andrea. Quella famiglia che 140 anni fa arrivò dalla montagna aretina oggi è divenuta il fiore all’occhiello della Maremma toscana.
Affermati nel campo dell’agricoltura e della viticoltura, hanno intrapreso tra i primi il percorso innovativo dell’energia green, adesso hanno potenziato anche il ramo turistico del brand familiare, con l’acquisto del Resort Le Querciolaie dei Ricci.
Nel futuro dell’Azienda c’è Flavio, enologo e sommelier.
Dopo gli studi superiori all’Istituto Tecnico Agrario di Grosseto consegue la laurea triennale in Viticoltura ed Enologia all’Università di Firenze, si specializza in marketing grazie al corso “Wine Export Management Pro” e diventa Sommelier AIS.
L’esperienza acquisita lavorando in cantine importanti del territorio lo porta poi a rivolgere l’attenzione all’azienda di famiglia, del quale diventa esperto enologo.
A Flavio si deve la nascita delle ultime due etichette di Azienda Ricci, il Merlot Baffone e l’Ansonica Donna Ilia.
Società Agricola I Tre Fratelli Srl è un'azienda dedicata alla produzione e distribuzione di prodotti agricoli di alta qualità, con un forte legame con la tradizione e il territorio. Grazie a una gestione familiare e un’attenzione particolare alla sostenibilità, l'azienda garantisce materie prime genuine e controllate, nel rispetto della natura e delle tecniche agricole più avanzate.
Produzione e Qualità
La società si occupa della coltivazione e trasformazione di prodotti agricoli selezionati, con una particolare attenzione a:
- Colture tradizionali e biologiche, nel rispetto dell’ambiente e delle stagioni.
- Tracciabilità e controllo della filiera, per offrire alimenti sani e sicuri.
- Innovazione agricola, con tecniche avanzate per migliorare resa e qualità senza compromettere la naturalità dei prodotti.
Missione e Filosofia
L'azienda si distingue per l’impegno nella promozione di un'agricoltura responsabile e sostenibile, garantendo:
- Rispetto della biodiversità, con pratiche agricole che preservano la fertilità del suolo.
- Uso responsabile delle risorse idriche, minimizzando l’impatto ambientale.
- Valorizzazione delle produzioni locali, per offrire sapori autentici e genuini.
Prodotti e Mercati
La Società Agricola I Tre Fratelli opera sia sul mercato nazionale che internazionale, fornendo prodotti freschi e trasformati destinati a:
- Grande distribuzione e mercati locali.
- Settore della ristorazione e agroalimentare.
- Privati e aziende alla ricerca di eccellenze agricole.
Con un forte radicamento nella tradizione e uno sguardo sempre rivolto all'innovazione e alla qualità, I Tre Fratelli Srl rappresenta un punto di riferimento nel settore agricolo, garantendo eccellenza e genuinità in ogni prodotto.
PERCHÈ LA NOSTRA CARNE È COSÌ BUONA?
Solo carne italiana , allevata e cresciuta nei pascoli all'aperto di nostra proprietà, alimentate a fieno (NO MANGIME) trattate secondo normative del rispetto degli animali
CHIANINA CERTIFICATA IGP
Reparto pescheria all'interno del supermercato paghi poco di VITTORIA:
VIA GENERALE CASCINO 48/50
L’Azienda Agricola Corda Paolo è ubicata nel cuore delle colline astigiane del Monferrato, nella Valtriversa, e nasce dal desiderio di trasformare in realtà una passione da tempo celata.
Paolo decide infatti di lasciare l’architettura, il suo primo amore, Micaela decide anch'essa di lasciare il mondo bancario, entrambi per dedicarsi all'altro sogno, l’agricoltura.
Avviano un’iniziativa ambiziosa che, dopo molte ricerche, si rivela essere basata su un’antica coltura piemontese da tempo abbandonata… LO ZAFFERANO. Decidono così di riportare questa antica spezia nella sua terra con un obiettivo molto chiaro: farlo ritornare prodotto tipico piemontese.
Contestualmente avviano impianti di frutta, in particolare di PICCOLI FRUTTI quali fragole, lamponi, more, mirtilli ed altra frutta ancora.
Nasce così questa Azienda che ha come spirito guida la passione e l’amore per la natura e le tradizioni legate all’innovazione del nostro secolo.
Macelleria Gigliani, gastronomia e ottima carne
Piatti pronti e carni scelte: comincia da qui l’offerta di una macelleria dell’aventino di Roma, una realtà consolidata sul territorio da tanti anni, nonostante il recente cambio di gestione. In realtà la Macelleria Gigliani dell’aventino di Roma è sempre nelle mani della stessa famiglia, anche se due anni fa a prenderne le redini è stato il figlio di colui che ha avviato l’attività. Si propongono ottimi esempi di gastronomia, carne eccellente, idee gustose e già pronte. Il punto di forza del negozio è il livello del servizio, contraddistinto dal grande impegno di un team di specialisti che ama sorprendere la sua clientela attraverso idee sempre nuove, con il filo conduttore della qualità e della salubrità del prodotto. In questo modo lo staff ha saputo consolidare la sua leadership confidando su una professionalità fuori dal comune, caratteristica che ha fatto della macelleria dell’aventino di Roma un rifermento per tanti clienti.
Il lungo cammino di questa realtà a matrice familiare è stato avviato nel 1953, anno di inaugurazione di questa attività che mette la salute e l’appagamento del cliente al centro di ogni cosa. Oggi la Macelleria Gigliani dell’aventino di Roma è nelle mani del figlio del fondatore. La tradizione, in realtà, parte da ancora più lontano, in quanto il nonno del titolare era già impegnato nel comparto occupandosi della vendita di carne di cavallo. Nel tempo la sede dell’attività è cambiata. L’esordio rimanda a Testaccio, quartiere molto vivo della capitale, in cui l’attività ha avuto il suo inizio. Ma la presenza in zona del mattatoio ha causato il proliferare di attività analoghe, inducendo lo staff della macelleria al trasferimento nell’attuale sede di San Saba. Era il 1973, un momento di svolta per l’attività, condotta tuttora con grande successo.
Anche se la nuova gestione è stata avviata soltanto un paio d’anni fa, va sottolineato come il titolare della macelleria dell’aventino di Roma si fosse inserito nell'attività di famiglia in età molto giovane. Per questo si può affermare che l’esperienza sia uno dei punti di forza della realtà in questione. Si parte da lontano, dal lavoro e dall'impegno del nonno, passando per quello di suo padre fino ad arrivare alla sua ferma volontà di diversificare la proposta e di proporre soluzioni di macelleria che strizzino l’occhio anche alla gastronomia. Il dinamismo dell’attività è un tratto fondamentale. Il titolare lavora per soddisfare il palato dei clienti attraverso un approccio nuovo ed efficace.
Dal produttore al consumatore
Latte 100% italiano e filiera corta
#produttoridiqualità
Cardito, Via Tiziano 43 (NA)
Spediamo in tutta Italia
LA LIGNITE Il nome dell’azienda fa riferimento al luogo in cui è adagiato il nostro vigneto. Infatti la distesa si trova su una vecchia miniera di lig
I NOSTRI VIGNETI
I CALANCHI
Il nostro vigneto nasce in prossimità dei caratteristici calanchi, forme di erosione note anche con il nome di “Bolge” o “Scimoni”.
L’aspetto di queste formazioni deriva dall’azione erosiva delle acque superficiali che agiscono sul substrato argilloso.
Costituiscono la forma più suggestiva e spettacolare del paesaggio colinare adriatico, delle vere e proprie sculture naturali simili al paesaggio lunare.
L’AZIENDA
LA NOSTRA STORIA
La storia aziendale parte dai nonni, che dal loro lavoro quotidiano nei terreni iniziarono a coltivare delle pregiate uve su territori molto fertili e gentili, al punto che il vino, per consumo proprio, divenne famoso fra gli abitanti del luogo, stimolando una migliore e maggiore produzione.
Nel tempo è aumentata la richiesta e dunque anche le superfici di terreno destinate alla coltivazione di vigneti, facendo nascere un percorso virtuoso che mette a sistema la gestione delle vigne con la produzione di vino
L’azienda nel tempo si è strutturata mediante attrezzature e terreni con impianti e vigneti capaci di dare uve di buona qualità. Infatti il primo lavoro inizia proprio nei campi, dove le viti non vengono sovraccaricate, al contrario, si lascia loro portare solo i grappoli migliori, quelli scelti con sapienza, per dare vini di qualità ottima, capaci di allietare prima di tutto il palato del produttore, che deve essere sempre consapevole dei propri prodotti.
Dopo tre generazioni, oggi l’azienda si presenta moderna e ben radicata nella tradizione, con la consapevolezza che i risultati sono stati ottenuti gradualmente e quindi solidi e sicuri, come un buon calice di vino.
I VINI
La linea LIGNITE, vini di innata piacevolezza, varietali e sicuramente unici.
Profumati e freschi e di delicata semplicità. L’utilizzo esclusivo dell’acciaio per la fermentazione e la maturazione, esalta le caratteristiche del frutto e del territorio.
Montevignani, punta di diamante della cantina. L’affinamento in piccole botti esalta le caratteristiche del territorio di coltivazione delle uve. Stupisce non per la sua “muscolosità” ma per la sua finezza e leggerezza gustativa.
