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ECCELLENZE CORRELATE
E’ una questione di stileIL NOCINO DI ZENO
Negli anni Venti, nel periodo pionieristico del motociclismo, il piccolo Zeno accompagnava sempre suo padre Aderito, valente pilota nei circuiti di gara.
Zeno teneva stretta in mano una noce come portafortuna e, quando Aderito tornava vincitore con la coppa in mano, correva felice a piantare quella noce nei pressi della Pieve di Fosdondo.
Quando Aderito concluse la sua straordinaria carriera agonistica, Zeno raccolse il frutto di quegli alberi ormai cresciuti e ne ricavò un nocino, per assaporare di nuovo quei momenti indimenticabili.
Il risultato fu un infuso nato da una ricetta quasi magica, capace di custodire, ancora oggi dopo più di un secolo, il profumo delle vittorie.
Le gare
Negli anni Venti il numero di gare motociclistiche era impressionante: non c’era festa senza una corsa. Bastavano gli striscioni della partenza e del traguardo, qualche balla di paglia, il permesso dei Carabinieri… e il gioco era fatto.
Aderito correva con una G.D., considerata all’epoca l’espressione più avanzata della tecnica motociclistica. Grazie alle numerose affermazioni sportive, quella moto era diventata la più ambita dai piloti e dal pubblico.
Un nocino diverso
Il nocino non era un semplice infuso di mallo di noce: era molto di più.
Era il liquore della tradizione emiliana, quello in cui ogni famiglia si riconosceva attraverso una propria ricetta segreta.
In questo clima competitivo, il giovane Zeno concepì un’idea audace: creare un nocino nuovo che superasse tutti gli altri, così come suo padre aveva superato gli avversari nelle gare in moto.
Nacque così “Il Nocino migliore del mondo”.
Assaggiandone un bicchiere, l’elemento trasgressivo si manifesta nei primi istanti: il contesto in cui è nato apre a qualcosa di trascendente, a un risveglio quasi metafisico che crea il desiderio di appartenere a quel luogo — Fosdondo.
Zeno Masoni
Nel 1955 Zeno partì per gli Stati Uniti. Il suo lungo viaggio ebbe inizio dalla stazione di Fosdondo.
Riuscì a salire sull’ultima corsa che quel treno avrebbe mai effettuato: al suo ritorno dall’America, la ferrovia non esisteva più. Si chiudeva così un’epopea straordinaria, iniziata e finita nello stesso luogo.
Quando la perfezione cancella il brivido
Esce un nuovo modello di moto: la più veloce di sempre, dicono.
Da zero a cento in un lampo, numeri così piccoli da non riuscire nemmeno a sentirli davvero.
Nei circuiti dell’epoca di Aderito si limavano i secondi; oggi la perfezione si misura in millisecondi.
Ma cos’è la perfezione, se non la morte delle emozioni?
Un tempo c’era la lotta, la fatica dell’uomo prima di affrontare una curva. I motori ruggivano. L’errore era possibile. Il coraggio necessario.
Oggi i motori sussurrano, soffocati dal progresso.
Cambiano marcia prima ancora che tu lo chieda, veloci più del pensiero, ma senza anima nella corsa.
La chiamano evoluzione.
Eppure l’evoluzione non ha pietà: affina, taglia, leviga solo ciò che serve.
E le emozioni, si sa, non sono mai state considerate necessarie.
Così resti con tanti cavalli, ma ti senti vuoto: uno spettro di fibra di carbonio che rincorre numeri infinitesimali, privi di significato.
Alla fine del giro — o forse quel giro è già finito da tempo — resta solo il silenzio.
Il Nocino di Zeno, invece, è un giro che non finirà mai,
perché custodisce dentro di sé le emozioni di un tempo che non muore.
Questa azienda agricola è ricca di storia. Anche perché si tramanda ormai di generazione in generazione da qualche secolo, con dati certi arriviamo al 1840 e a condurre questa azienda dopo generazioni sono stati i miei nonni Alfonso e Elvira e molta di questa passione per il mondo agricolo probabilmente la devo a loro.
Vivevano di un agricoltura molto più povera, meno tecnologica ma sicuramente più sana e con uno stile di vita più sereno. Si lavorava la terra con aratri attaccati a 2 o 4 buoi che instancabilmente continuavano a tirare per tutto il giorno, per trebbiare il grano c’era molta più mano d’opera, e quando si finiva il proprio campo si andava da quello del vicino e così via. Si chiamava “scambio aiuto” si falciava tutto a mano con delle falci sotto un sole ardente, si mangiava fino a 5 volte al giorno (anche perché si lavorava fino a più di 15 ore al giorno) il più delle volte direttamente nei campi. A tutto pensavano le donne che in enormi ceste sulla testa portavano il pranzo e quant’altro. C’era un solo bicchiere col quale bevevano tutti. Anche il mais si raccoglieva a mano e poi la sera tutti insieme lo sgranocchiavano. Le piante invece venivano tagliate e raccolte in fascine che poi, una volta seccate, venivano usate per riscaldarsi e per cucinare. Apparentemente sembra assurdo e impossibile ma era la realtà ed era normale ed era più sano ed era più sereno ed era più pulito e soprattutto erano tutti più felici. L’espressione che più ho sentito in questi miei 40 anni di vita in questo mondo agricolo è stata: era una festa.
Però dopo l’avvento della tecnologia in agricoltura, tutto è cambiato. Al posto dei buoi per arare la terra adesso ci sono dei potenti trattori, le nuove mietitrebbie con un solo giorno fanno il lavoro che prima avrebbero fatto 20 persone per un mese. Lo scambio aiuto si è trasformato in assunzioni, contributi, TFR ecc. La parola d’ordine è diventata CORRERE, essere sempre più veloci e produttivi a discapito della condivisione dello stare insieme, della salute e della serenità. Basti pensare che con soli 2 ettari di terra, i miei nonni si potevano considerare ricchi in tutti i sensi. Oggi per poter portare a casa uno stipendio decente, proporzionato al sacrificio, un imprenditore agricolo deve coltivare almeno 100 ettari di terra. I margini di guadagno sono talmente bassi che si è costretti a fare solo tanta quantità di prodotto ortofrutticolo. Purtroppo però per poter fare una grande produzione si è costretti a ricorrere a trattamenti preventivi sulle colture con fitofarmaci, fitosanitari (fungicidi, insetticidi, diserbanti ecc). In molti casi ahimè, tutto questo non basta perché a dettare il prezzo finale di un prodotto agricolo non è l’agricoltore ma bensì il mercato. Un mercato influenzato da 1000 problemi come ad esempio la sovrapproduzione, l’importazione dei prodotti agricoli da altri paesi, la concorrenza sleale degli stessi, l’andamento climatico e così via arrivando cosi, il più delle volte a fine stagione a non coprire nemmeno i costi di produzione.
In sintesi la modernità in agricoltura ha portato meno sacrificio fisico ma ha reso schiavi i suoi agricoltori, schiavi di un sistema che ti toglie tutto ciò che di bello c’è in questo mondo. Meno reddito, più stress, maggiore inquinamento, più veleno sulle nostre tavole e quindi meno salute, e allora dopo gli ultimi 20 anni passati a rincorrere un progresso sempre più deludente ci siamo accorti che la strada per il futuro era una sola: TORNARE INDIETRO.
Nasce cosi una nuova idea di azienda agricola che da oltre 100 ettari di terreno passa a 25 ettari, che al posto della chimica preferisce la natura, che decide di commercializzare i propri prodotti in un punto vendita aziendale, determinando un prezzo che dia più dignità all’agricoltore ma, allo stesso tempo per effetto della VENDITA DIRETTA, anche molto più vantaggioso per il consumatore finale. Frutta e verdura di stagione della nostra azienda agricola, sempre fresca, raccolta più volte al giorno e coltivata in un territorio unico con un microclima fantastico lambiti dal mare e protetti dalla montagna. Il tutto rigorosamente a KM0 rispettando la natura e l’ambiente in cui viviamo.
La nostra è sempre stata un azienda a conduzione familiare e lo è anche oggi. Dopo la scomparsa di mio nonno a prendere le redini è stato mio padre Franco, che con il sostegno di una moglie esemplare Giuseppina, a sua volta mi ha passato la gestione di questa azienda che oggi conduco. Con me c’è mia moglie Laura, insegnante, che mi sostiene e mi da forza anche quando la stanchezza prende il sopravvento. A completare la nostra vita e la nostra familia ci sono le nostre 2 bambine, Giorgia e Caterina.
Vallese Mirco
Prodotti tipici liguri
Sfiziosità Enoteca
Luigina, dal 1976 è un punto di riferimento per i buongustai.
Nel Laboratorio si prepara un favoloso Pesto alla Genovese, la ricetta è molto antica e gli ingredienti sono selezionati con cura, naturalmente il basilico di Prà e pinoli di prima scelta.
Un assortimento di oli extravergini e vini di qualità prodotti in Liguria, una ricerca costante di prodotti della tradizione Ligure come salse,olive, marmellate, miele………
Vi invitiamo a visitare La Nicchia , il nuovo negozio aperto in Corso Italia n. 2 B dove potrete assaggiare le sfiziose specialità Liguri: il miele le marmellate i biscotti e ancora le olive i pomodori secchi il nostro pesto alla genovese appena preparato, la salsa di noci il tutto con un buon vino delle nostre colline ed anche uno schiacchettrà delle 5 terre.
Monia, inoltre, sarà lieta di offrirvi ottime degustazioni.
La nostra raffinata gastronomia esalta da circa un secolo i palati dei nostri clienti!
LA CANTINA
La Cantina Sardus Pater si trova nell’isola di Sant’Antioco, nella parte sud occidentale della Sardegna. Costituita nel 1949 come società cooperativa a.r.l. , ha iniziato l’attività nel 1955. Nel corso degli anni la produzione dei vini si è affinata e ha puntato soprattutto alla valorizzazione del vitigno Carignano. Le uve, conferite dai 200 soci, provengono da un’area vitata di 300 ettari. La maggior parte dei vigneti sono di Carignano e i più antichi di questi si trovano nell’isola di Sant’Antioco. Sono vigneti di almeno 50 anni, impiantati su terreni sabbiosi con basse rese per ettaro che producono uve di assoluta qualità. È da questi vigneti che la Cantina produce i suoi vini rossi più pregiati. Ogni bottiglia prodotta è frutto di una sapiente cernita delle uve e di una vinificazione attenta, per garantire al consumatore un vino della migliore qualità. La conduzione enologica dell’azienda è affidata all’enologo Dino Dini con la consulenza enologica di Riccardo Cotarella.
IL TERRITORIO
Fin dall’antichità il Carignano dell’isola di Sant’Antioco, coltivato a piede franco e allevato ad “alberello latino”, è stato un punto di riferimento per la viticoltura del Sulcis grazie agli ottimi risultati ottenuti. Oggi, nonostante gli importanti progressi tecnologici in vigna e in cantina, le cose sono rimaste invariate. Le tecniche colturali mantengono tutt’oggi i tratti della tradizione e vengono tramandate di padre in figlio da generazione in generazione. A Sant’Antioco, in una cornice di macchia mediterranea, si estendono circa 200 ettari di vigneto tutti a piede franco. I vigneti hanno mediamente una vita di 80 anni e raggiungono eccezionalmente l’età di 150 anni, un patrimonio unico al mondo. I fitti sesti di impianto e le rese decisamente contenute, che non superano mai i 50 quintali per ettaro, danno origine ad un prodotto ricco di estratti e sostanze fenoliche, ottima base per la produzione di vini da lungo affinamento. Il sistema di impianto di questi vigneti garantisce una straordinaria autenticità e unicità a questi prodotti poiché vengono utilizzati gli stessi tralci di potatura per dare origine a nuovi vigneti, mentre per il rimpiazzo delle fallanze viene utilizzato il metodo della “propaggine”, tipica pratica colturale tramandata di generazione in generazione, secondo la quale un tralcio piegato e interrato dà origine ad una nuova pianta di vite. È grazie a queste tecniche che nell’isola di Sant’Antioco si è mantenuto un materiale genetico unico al mondo che rappresenta un patrimonio imprescindibile per l’identità del vitigno Carignano. I terreni sabbiosi si trovano nella parte est e nord dell’isola, dove i vigneti vengono allevati in alcuni casi a soli 150 metri dal mare. La vendemmia inizia a partire dalla terza settimana del mese di settembre e le uve, raccolte rigorosamente a mano, sono conferite da parte di ogni socio alla Cantina Sardus Pater. Amiamo definire i nostri viticoltori come degli eroi per la caparbietà e la passione con cui conducono la propria attività. Le loro vigne non possono essere considerate dei semplici appezzamenti produttivi, pensiamo ad esse come a dei monumenti alla natura. In questa cornice tramite in nostro impegno quotidiano celebriamo il ruolo che la natura ed il terroir hanno nel rispettare ed esaltare la qualità dei nostri frutti.
La Storia
Ieri...
LA STORIA INIZIA ALLA FINE DEGLI ANNI ’40…
…nel cuore di Roma, di fronte al Colosseo, nasce una piccola torrefazione di caffè che con il tempo si afferma distribuendo le sue miscele nei migliori bar di Roma e pian piano in tutto il mondo.
...oggi.
DOPO 75 ANNI, ARRIVATI ALLA QUARTA GENERAZIONE
conserviamo il segreto di un gran caffè, mantenendo inalterata la tradizione.
La Tradizione del Caffè
Caffè Viceré continua ad essere fedele alla tradizione servendo con cura e professionalità le nostre miscele dall’aroma unico e inconfondibile i nostri clienti: bar, ristoranti, alberghi, in Italia e nel mondo.
La tostatura…
Una volta arrivati presso la torrefazione, i chicchi di caffè vengono sottoposti a una accurata selezione prima di passare al processo di lavorazione vero e proprio. Il caffè viene tostato con un impianto modernissimo che porta il chicco ad una temperatura di 190/200 C°, poi raffreddato ad aria in modo naturale.
La miscelazione del caffè…
Importiamo caffè verde dai paesi più lontani: Brasile, Costarica, Guatemala, Salvador, Etiopia, Kenia, Uganda, India, Indonesia, e altre ancora, ricercando sempre le qualità migliori.
Il confezionamento.
Ultimo passaggio ma non il meno importante. Controlliamo scrupolosamente ogni fase del confezionamento, per un prodotto impeccabile.
Quì nell' azienda agricola LUCCIOLINI ROBERTO coltiviamo i nostri secolari olivi con passione, utilizzando le esperienze tramandateci dai nostri avi, nel rispetto dell'equilibrio biologico e territoriale delle nostre colline.
La meticolosa attenzione alle norme di coltivazione, raccolta, movimentazione e trasporto, ci permette di ottenere olive fresche e genuine, pronte per essere accuratamente lavorate. I nostri impianti di trasformazione, con la perfetta combinazione tra antica e moderna tecnologia, uniti all'indispensabile ed operoso lavoro dell'uomo, ci permettono di ottenere un prodotto eccellente. Come agricoltori la natura ci ha insegnato a programmare il nostro lavoro nel tempo, con l'obiettivo di ottenere quello che vogliamo:
dare ai nostri clienti la certezza della qualità.
Questo è il nostro "Olio Extravergine di oliva": fresco, armonico, naturale, qualità certificate da norme internazionali. Come la natura, rispettiamo e siamo grati a tutti coloro che ci permettono di svolgere il nostro lavoro con pazienza, cura e dedizione, le stesse che da secoli si tramandano di padre in figlio.
Loreto Aprutino rappresenta uno dei simboli geografici, culturali e produttivi più importanti dell'ulivicultura abruzzese, grazie all'antica coltivazione di una pianta che qui trova condizioni ideali di clima e terreno. Incastonato tra colline verdeggianti di ulivi, il paese vive da sempre il ritmo di questa coltivazione e tutti sono fruitori di tale realtà agricola: un tempo esistevano le professioni di "trappetaio" (molitore di olive - oggi frantoiani) e di "vetturale" (trasportatore dell'olio ai mercati di tutta Italia).
La raccolta delle olive è effettuata essenzialmente a mano e direttamente dall'albero con una procedura diventata, ormai, quasi un rito. L'olio è delicatamente fruttato, con note di amaro e piccante presenti ma non aggressive, e colore tipicamente dorato con riflessi verdognoli.
Intensa Cremosità
Passione e Tradizione dal 1956
Una storia intrisa di emozioni legate da profondi ricordi.
Un percorso nato dallo scambio e la condivisione di saperi.
Caffè Santa Cruz prende vita dalla visione imprenditoriale di Domenico Sileo, dalla qualità delle materie prime e dall’attenzione al processo di miscelazione e tostatura per un caffè corposo e dall’aroma intenso e persistente.
Oggi Massimo prosegue il cammino intrapreso dal padre, accompagnato dai suoi figli Domenico e Marco con passione e nel rispetto della tradizione.
Radici profonde, crescita, evoluzione per la realizzazione di un prodotto unico legato al passato ma con osservazione costante al futuro.
Dalle preziose ricette antiche nasce il Caffè Santa Cruz tra innovazione e tradizione per rendere straordinario l’ordinario.
Dal 1983 offriamo ai nostri clienti le migliori carni paesane del territorio Cerretese facendo della qualità il nostro punto forte.
…PER CONOSCERCI UN PO'
La nostra storia comincia nel 1979, quando il nostro papà, Domenico, decide di fare della sua passione un vero e proprio lavoro.
Sin da bambino, ha coltivato un amore smisurato nei confronti degli animali, tanto che sua mamma doveva talvolta “andarlo a recuperare”, suo malgrado, da qualche vicino contadino, quando si attardava dal ritorno da scuola
.
…Nel corso degli anni questa passione si rafforza, perché lui primogenito deve aiutare il nonno, nella gestione della piccola fattoria di famiglia… aiuto che, in realtà per il nostro papà non è mai stato un sacrificio… infatti appena riesce a mettere qualcosina da parte acquista le sue prime due bufale, Francesca e Giuseppina.
Da qui tutto… la curiosità di approcciarsi ad un mondo tutto nuovo, di conoscere un animale, fino ad ora, pressoché sconosciuto e l’entusiasmo di fare ciò che ama, lo inducono ad avventurarsi… così dopo poco crea un allevamento di bufali, tutti rigorosamente chiamati per nome.
Da allora sono trascorsi un po’ di anni e la passione profusa dal nostro papà, costantemente supportato anche dalla nostra mamma, è stata trasmessa a noi in maniera naturale.
Così nel 2009 costituiamo il nostro caseificio, in modo da poter seguire l’intera filiera produttiva…dalla bufala alla mozzarella.
Siamo noi stessi che ci occupiamo dell’approvvigionamento delle migliori erbe mediche in estate e della selezione dei terreni su cui effettuare la semina e poi la raccolta del foraggio, per l’alimentazione invernale del nostro bestiame, che seguiamo le nostre bufale nella fase della mungitura e siamo sempre noi a verificare la solubrità e la qualità del latte prodotto, affinché con esso possiamo produrre solo MOZZARELLE DI LATTE DI BUFALA DI PRIMISSIMA QUALITA’.
Vendita tartufi freschi e produzione a base di tartufo (olii, creme, salse, ecc...). Vastissima gamma di prodotti enogastonomici abruzzesi come formaggi, salumi, insaccati, vini, miele, ecc.
Latteria Cavaliere nasce nel 1856 in uno stanzone che profuma di latte, di sacrificio e di famiglia. Nonno Enrico, a causa della morte precoce del papà, ha cominciato questo mestiere a soli 16 anni prendendo lui subito le redini della famiglia.
Con instancabile tenacia ogni mattina, usciva alle prime luci dell’alba per raccogliere il latte dai contadini del vicinato per avviare così la produzione della ricotta che veniva poi distribuita nei paesi limitrofi e anche nella splendida Napoli ottocentesca.
Nonno Enrico non è stato un nonno comune, lavorava di notte e riposava di giorno e per questo non ha avuto l’opportunità di essere sempre presente per i suoi figli e i suoi nipoti, ma ci diceva sempre che per lavorare il latte e far venire le cose così buone, devi sempre pensare a qualcuno che ami.
É con questo insegnamento e con questi valori, che anno dopo anno, da quattro generazioni, portiamo avanti questa tradizione.
Oggi la nostra Latteria produce una vasta gamma di prodotti dai più freschi a quelli più stagionati, dedicando la consueta passione, attenzione e cura artigianale.
