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Scapoli è uno dei centri italiani più noti per la liuteria popolare legata alla zampogna, strumento simbolo della tradizione pastorale e musicale dell'Appennino molisano.
Scapoli sorge nell'Alto Molise, nella valle del Volturno, a poca distanza dal confine con la Campania. Borgo di origine medievale — il primo insediamento documentato, il *Castrum Scappìli*, risale a non prima del IX secolo, quando le terre appartenevano all'Abbazia di San Vincenzo al Volturno — il paese conta oggi poche centinaia di abitanti e un'identità culturale costruita interamente attorno a uno strumento a fiato: la zampogna.
Il legame tra Scapoli e questo strumento non è ornamentale. Affonda nella cultura transumante dell'Appennino centro-meridionale, dove i pastori percorrevano i tratturi stagionali portando con sé saperi che includevano anche la costruzione degli strumenti. La zampogna era parte dell'economia simbolica e materiale di quei movimenti: si costruiva, si suonava, si tramandava lungo le stesse rotte del bestiame. A Scapoli quella catena di trasmissione non si è interrotta, e oggi un ristretto numero di artigiani continua a lavorare i materiali tradizionali — legno di ulivo e di ciliegio, pelle di pecora o di capra, canna — secondo tecniche che non hanno trovato forma scritta codificata, ma si conservano nel gesto e nella memoria diretta.
Dal punto di vista organologico, la zampogna è uno strumento a sacco con canne multiple: il suonatore insuffla aria in un otre di pelle che funge da riserva, alimentando canne melodiche e bordoni. Le varianti costruttive sono numerose e variano per numero di canne, accordatura e dimensione del sacco; quelle prodotte a Scapoli appartengono alla tradizione centro-meridionale e presentano caratteristiche che i liutai locali custodiscono con precisione, resistendo alle semplificazioni che una produzione seriale imporrebbe.
Il borgo ha istituito il Museo della Zampogna, in via Santa Maria, promosso dall'Amministrazione Comunale per raccogliere e rendere accessibile questa eredità. La collezione documenta la varietà tipologica dello strumento e offre un contesto storico alla pratica artigianale. Parallelamente, Scapoli ospita ogni anno il Festival Internazionale della Zampogna, che porta nel borgo suonatori e costruttori da diverse regioni italiane e da paesi europei, trasformando per qualche giorno un centro altrimenti appartato in un punto di riferimento per chi studia o pratica la musica tradizionale a fiato.
Ciò che distingue Scapoli nel panorama dell'artigianato musicale italiano non è la quantità della produzione, ma la continuità di una competenza specifica in un contesto geografico che avrebbe potuto perderla. I maestri liutai del borgo lavorano su commissione, spesso per musicisti che cercano strumenti con caratteristiche organologiche precise, non riproducibili industrialmente. In questo senso, la zampogna di Scapoli è anche un caso di resistenza silenziosa: un mestiere che non ha cercato visibilità, ma che la visibilità ha trovato per la qualità di ciò che produce.
Fabio Pitisci · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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