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Cammino minore dell'Emilia-Romagna che ripercorre antiche vie di collegamento legate alla cultura fluviale e alla tradizione della navigazione interna, poco frequentato rispetto agli itinerari celebri.
Il Delta del Po custodisce una geografia che non si lascia leggere facilmente: terre strappate all'acqua, canali che tagliano la pianura con geometria quasi artificiale, valli da pesca dove il silenzio ha una consistenza propria. In questo paesaggio di confine tra terraferma e laguna si muove la Via dei Remi, un cammino che percorre le antiche vie di collegamento usate per secoli dai navigatori interni del ferrarese, da chi trasportava merci, pesce e persone lungo i corsi d'acqua che univano Comacchio al resto della pianura padana.
Il nome stesso porta il peso di una civiltà materiale. Il remo non era uno strumento sportivo ma uno strumento di lavoro, il prolungamento del braccio di chi conosceva ogni svolta del canale, ogni variazione del fondale, ogni segno del cielo che annunciava il vento di bora. Le comunità del Delta hanno costruito intorno alla navigazione interna un lessico specifico, un calendario di pratiche e una serie di figure professionali — il barcaiolo, il valligiano, il pescatore di anguille — che hanno lasciato tracce nelle tradizioni locali ancora oggi riconoscibili, nella toponomastica, nelle feste stagionali, nel modo di lavorare le reti e di conservare il pesce. La Manifattura dei Marinati di Comacchio, che risale al Seicento, è uno dei nodi di questa memoria: qui l'anguilla veniva lavorata secondo tecniche tramandate per generazioni, e il ciclo della pesca nelle Valli di Comacchio scandiva il ritmo dell'anno intero.
Il percorso attraversa terre di bonifica che nel Novecento hanno cambiato radicalmente la fisionomia del territorio, prosciugando specchi d'acqua che un tempo erano vie di transito. Camminare lungo la Via dei Remi significa anche fare i conti con questa stratificazione: il paesaggio attuale è il risultato di interventi idraulici che risalgono alle bonifiche estensi del Quattrocento e si prolungano fino alle grandi opere del secolo scorso, e i segni di queste trasformazioni sono leggibili nella disposizione dei canali, nelle chiaviche, nelle stazioni di pompaggio che punteggiano la pianura come monumenti minori di un'ingegneria dimenticata.
Rispetto ai grandi itinerari regionali, la Via dei Remi non offre una narrazione religiosa né un percorso codificato con la stessa precisione della Via Francigena o della Via Romea Germanica. Offre invece una continuità con una forma di vita che il turismo di massa ha reso invisibile: quella delle popolazioni lagunari, legate a un territorio anfibio che richiedeva competenze precise e una conoscenza profonda dei cicli naturali. Il Parco del Delta del Po, che comprende questa area tra le province di Ferrara e Ravenna, protegge oggi ciò che resta di quegli ambienti, ma il cammino restituisce qualcosa che la sola visita naturalistica non cattura: il senso di una direzione, di un percorso che qualcuno ha già fatto prima, con scopi diversi e con strumenti diversi.
Twice25 & Rinina25 · CC BY 2.5 — Wikimedia Commons
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