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Raduno di osservazione astronomica nella valle laterale di Saint-Barthélemy, una delle zone a minor inquinamento luminoso della Valle d'Aosta, sede dell'Osservatorio Astronomico regionale.
Nella Valle d'Aosta centrale, a pochi chilometri da Nus — toponimo che i Romani fissarono come "nono miglio" da Augusta Praetoria — si apre un vallone laterale che la cartografia registra come Saint-Barthélemy. La valle sale verso nord, chiusa da creste che superano i tremila metri, mentre il versante meridionale rimane aperto e soleggiato per gran parte dell'anno. Lignan, la frazione principale, si trova a 1.650 metri di quota: un nucleo di case, una chiesa parrocchiale antica, pascoli irrigui che d'estate producono Fontina, e un osservatorio astronomico che la Regione Autonoma Valle d'Aosta ha costruito proprio qui perché il cielo notturno, in questo angolo poco frequentato dell'arco alpino occidentale, conserva una qualità del buio difficile da trovare altrove alle stesse latitudini.
L'Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d'Aosta, gestito dalla Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS insieme al Planetario di Lignan, è il perno attorno al quale ruota ogni anno lo Star Party di Saint-Barthélemy. La manifestazione ha raggiunto nel 2024 la sua trentaduesima edizione — tre giorni tra la fine di settembre, organizzati dalla Fondazione e dal Comune di Nus, socio fondatore dell'ente. Oltre tre decenni di continuità fanno di questo appuntamento il raduno astronomico più antico d'Italia: un dato che dice qualcosa tanto sulla fedeltà della comunità astrofila quanto sulla stabilità delle condizioni atmosferiche e luminose del sito. Ricercatori, astrofotografi, costruttori di strumenti, comunicatori della scienza e semplici appassionati si ritrovano ogni anno sugli stessi prati, con telescopi di ogni apertura puntati verso lo stesso cielo.
Il programma delle tre giornate combina sessioni di osservazione notturna, divulgazione scientifica e astrofotografia. Ma la cornice diurna non è accessoria: i sentieri che salgono da Lignan attraversano boschi e radure alpine fino agli alpeggi d'alta quota, e il vallone si presta a un uso doppio del tempo — escursionismo nelle ore di luce, osservazione nelle ore di buio. È una combinazione che la morfologia del luogo rende quasi naturale: la valle è abbastanza isolata da scoraggiare il traffico di transito, abbastanza accessibile da permettere l'arrivo con attrezzatura pesante, e abbastanza alta da collocare l'osservatore al di sopra di gran parte dell'umidità e della diffusione luminosa della pianura padana.
Ciò che distingue Saint-Barthélemy da altri siti alpini di osservazione è la sedimentazione istituzionale che vi si è costruita intorno. La presenza stabile dell'osservatorio regionale, con i suoi strumenti professionali e il planetario, trasforma il raduno da semplice campeggio astronomico in un luogo dove la pratica amatoriale e la ricerca scientifica condividono lo stesso orizzonte. Lo Star Party non è un evento satellite dell'osservatorio: i due esistono in una relazione di reciproco riconoscimento, e questa continuità è parte di ciò che ha permesso alla manifestazione di durare più di trent'anni senza perdere la propria identità.
gianni · CC BY-SA 2.0 — Wikimedia Commons
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