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A Rotonda, nel cuore del Parco del Pollino, si celebra un antico rito arboreo in onore di Sant'Antonio da Padova che intreccia sacro e profano, fertilità dei campi e cicli del raccolto.
Rotonda è un borgo di circa tremila abitanti nel settore calabro-lucano del Parco Nazionale del Pollino, a 630 metri di quota, circondato da boschi di faggio e abete bianco che salgono verso le creste del massiccio. È in questo contesto che ogni anno, nel periodo della festa di Sant'Antonio da Padova, si rinnova un rito arboreo noto anche come Sagra dell'Abete: una delle espressioni più coerenti, nell'Italia meridionale, della sovrapposizione tra calendario cristiano e cicli agrari di origine pre-cristiana.
Il fulcro del rito è l'abete, albero che nel territorio del Pollino ha sempre avuto un peso simbolico oltre che ecologico. Un esemplare viene abbattuto, lavorato e trasportato nel borgo, dove diventa il centro di una sequenza di gesti collettivi che coinvolge l'intera comunità rotondese. La regia della cerimonia è affidata a figure precise: i "Caporali" e i gruppi delle "Porfiche", ruoli tramandati di generazione in generazione che custodiscono le conoscenze pratiche e rituali necessarie allo svolgimento della sagra. La continuità di queste figure è ciò che garantisce la trasmissione del rito come patrimonio vivo, non come ricostruzione.
Il Comune di Rotonda ha formalmente censito la tradizione nel Registro dei Beni Culturali Immateriali della Regione Basilicata, riconoscendone la valenza identitaria per l'intera comunità e per il comprensorio del Parco. Questo passaggio istituzionale non ha modificato la natura popolare del rito, ma ne ha fissato la memoria documentale in un quadro di tutela che la Basilicata ha costruito negli ultimi decenni attorno alle proprie tradizioni orali e gestuali.
Ciò che rende il rito arboreo di Rotonda significativo nel panorama del folklore lucano è la chiarezza con cui rivela la struttura profonda di molte feste patronali dell'Italia interna: il santo cristiano occupa la superficie del calendario, mentre sotto scorrono logiche più antiche legate alla fertilità, al ciclo vegetativo, al rapporto tra comunità umana e territorio boschivo. L'abete non è un semplice elemento scenografico: è il tramite attraverso cui il borgo rinnova un patto simbolico con la terra e con le forze che la governano, indipendentemente dal nome con cui le si chiama.
Raimondi Luca at it.wikipedia · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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