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Il rito del Lunissanti, che si svolge il lunedì della Settimana Santa a Castelsardo, è una processione notturna di origine catalana tra le più suggestive della Sardegna settentrionale. Il canto polifonico dei confratelli accompagna la sfilata tra i vicoli del borgo medievale.
Castelsardo sorge su un promontorio vulcanico nel nord della Sardegna, nel territorio dell'Anglona, affacciato sul Golfo dell'Asinara. Il borgo medievale porta ancora nei vicoli e nelle pietre la memoria del lungo dominio aragonese sull'isola, una presenza che ha lasciato tracce profonde non soltanto nell'architettura ma nei ritmi stessi della vita religiosa. È in questo contesto che il Lunissanti — il lunedì che apre la Settimana Santa — acquista il suo significato più preciso: non una rievocazione folklorica, ma un rito vivo, trasmesso di generazione in generazione attraverso la Confraternita dell'Oratorio della Santa Croce.
Prima dell'alba, i confratelli si riuniscono nella chiesa di Santa Maria. La confraternita si divide in due gruppi distinti: gli Apostuli e Li Cantori. I primi, detti Misteri, indossano una tunica bianca stretta in vita da un cordone e hanno il compito di portare in processione i simboli della passione, della crocifissione e della deposizione di Cristo. Li Cantori, invece, eseguono il canto polifonico del Miserere, un repertorio di origine catalana che si tramanda oralmente e che nella notte del Lunissanti risuona tra i vicoli del centro storico con una qualità del tutto particolare, amplificata dalle superfici di pietra e dall'oscurità.
Il Lunissanti è la prima delle tre fasi rituali della Settimana Santa di Castelsardo. Seguono la Prucissioni del giovedì e Lu Lcravamentu del venerdì, ciascuna con la propria forma e il proprio tempo. L'insieme costituisce un ciclo coerente, nel quale il paesaggio urbano del borgo — le salite strette, i passaggi coperti, la cattedrale di Sant'Antonio Abate che domina il promontorio — non fa da sfondo ma partecipa attivamente alla struttura del rito. La luce delle torce, il passo lento dei confratelli, il canto che si sovrappone all'eco dei vicoli: ogni elemento ha una funzione precisa all'interno di una liturgia che non ha subito trasformazioni sostanziali nel corso dei secoli.
L'impronta catalana del rito è riconoscibile nella lingua dei canti, nella struttura della confraternita e in alcune forme devozionali che trovano corrispondenze dirette nella tradizione religiosa della Corona d'Aragona. Castelsardo fu fondata dai Doria genovesi nel XII secolo con il nome di Castelgenovese, poi ribattezzata Castel Aragonese durante il dominio iberico e infine denominata Castelsardo nel 1769 sotto i Savoia. Questa stratificazione di nomi rispecchia una storia di appartenenze successive, delle quali il Lunissanti conserva uno strato tra i più antichi e riconoscibili.
Il rito è riconosciuto come patrimonio immateriale di rilevante interesse culturale. Ogni anno, nella notte del lunedì della Settimana Santa, fedeli e osservatori provenienti da tutta la Sardegna percorrono le stesse strade del borgo. La processione non è organizzata per essere osservata: è organizzata per essere compiuta. Chi assiste lo fa ai margini di qualcosa che ha una propria direzione e una propria necessità, indipendente dalla presenza di qualunque pubblico.
Dieglop · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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