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Piscine naturali formate dal torrente Galavesa nei pressi di Erve, in provincia di Lecco, ai piedi del monte Resegone, meta di refrigerio e immersione nella natura prealpina.
Il torrente Galavesa scende dal versante meridionale del Resegone con una geometria irregolare, scavando nel calcare prealpino una serie di vasche successive che l'acqua ha levigato nei secoli fino a renderle quasi simmetriche. Queste sono le Pozze di Erve: non un lago, non una spiaggia, ma una sequenza di bacini naturali alimentati da cascate brevi e continue, dove la corrente rallenta abbastanza da permettere la sosta. Il borgo di Erve, comune della provincia di Lecco con poco più di duecento abitanti, sorge a circa 450 metri di quota e costituisce il punto di accesso a questo tratto del Galavesa attraverso un sentiero che si apre tra la vegetazione del fondovalle in pochi minuti di cammino.
Il contesto geomorfologico spiega molto di ciò che si percepisce sul posto. Il Resegone — il profilo dentato che Manzoni rese celebre nelle prime pagine dei Promessi Sposi e che raggiunge i 1875 metri alla Punta Cermenati — convoglia le acque meteoriche verso i suoi versanti con una rapidità che il torrente traduce in portata variabile ma quasi mai assente. Le pareti rocciose che fiancheggiano il corso d'acqua mantengono l'ombra nelle ore centrali della giornata e contribuiscono a tenere la temperatura dell'acqua sensibilmente al di sotto di quella dell'aria circostante, anche nei mesi più caldi. È questa combinazione di fattori — quota, esposizione, litologia — a rendere le pozze frequentate d'estate con una regolarità che ha reso necessaria, negli anni recenti, una gestione degli accessi: nei fine settimana estivi il traffico veicolare verso Erve è stato più volte regolamentato con navette da Calolziocorte, comune raggiungibile anche in treno sulla linea per Lecco.
Il sentiero che dal paese conduce alle pozze si sviluppa lungo il Galavesa senza dislivelli significativi nella prima parte, rendendo il percorso accessibile a un'utenza ampia. Chi prosegue oltre le vasche principali si trova invece su un tracciato che sale con più decisione verso le quote superiori del Resegone, dove si trovano la Capanna Monza — rifugio frequentato dagli escursionisti che percorrono l'anello completo — e i resti della Miniera della Passata, testimonianza di un'attività estrattiva che ha interessato queste montagne in epoche precedenti. Il sito delle pozze si colloca quindi non come destinazione isolata, ma come soglia di un sistema di percorsi che connette il fondovalle alla cresta prealpina.
La posizione di Erve rispetto alla rete infrastrutturale lombarda — meno di un'ora da Milano in assenza di pedaggi autostradali, raggiungibile anche con i mezzi pubblici attraverso Calolziocorte — ha trasformato le pozze in una delle mete di prossimità più frequentate della provincia di Lecco. Questo ha portato con sé una pressione stagionale che il sito, per la sua natura, assorbe con difficoltà nei momenti di punta. Al di fuori dell'alta stagione estiva, il Galavesa ritrova la sua misura: l'acqua scorre tra le rocce con lo stesso ritmo, ma il silenzio del bosco prealpino torna a essere la componente dominante del paesaggio.
Andrea Pagani · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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