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Parco romantico con rovine del castello medievale degli Aymerich a Laconi, nel Sarcidano, immerso in un bosco di roverelle e ruscelli tra i rilievi dell'entroterra sardo.
Nel Sarcidano, altopiano calcareo che occupa la porzione centro-meridionale della Sardegna, il paese di Laconi sorge a circa 550 metri sul livello del mare, addossato a un colle boscoso che per secoli ha ospitato una delle famiglie nobiliari più influenti dell'isola. Gli Aymerich, di origine catalana, lasciarono il segno nel territorio attraverso generazioni di presenza feudale, e ciò che rimane del loro castello medievale — le mura perimetrali, alcune torri parzialmente in piedi, i volumi erosi dal tempo — costituisce oggi il fulcro attorno a cui si organizza uno dei parchi storici più estesi della Sardegna.
Il parco copre oltre 22 ettari e si sviluppa lungo le pendici del colle con una morfologia irregolare, segnata da dislivelli, ruscelli e piccole cascate alimentate dalle sorgenti del sottosuolo. La vegetazione è dominata da roverelle di notevole età, ma il bosco include anche lecci, aceri, tigli e specie introdotte nel corso dell'Ottocento, quando il giardino fu riorganizzato secondo i canoni del parco romantico all'inglese, con percorsi sinuosi pensati per valorizzare i contrasti tra luce e ombra, tra pietra e vegetazione. I sentieri interni permettono di attraversare l'intera area a piedi, con variazioni di quota che rendono l'esplorazione fisicamente presente, non meramente contemplativa.
Le rovine del castello si inseriscono in questo paesaggio senza soluzione di continuità. Le origini della struttura sono medievali — alcune fonti ipotizzano che possa essere stata edificata su preesistenze di epoca bizantina, sfruttando la posizione elevata per il controllo visivo del territorio circostante — ma l'aspetto attuale riflette stratificazioni successive, comprese le trasformazioni settecentesche volute dalla famiglia nobiliare. Ciò che il tempo non ha preservato in termini architettonici, lo ha restituito in termini di integrazione con il paesaggio: le pietre affiorano tra le radici, i muri si confondono con le rocce naturali del colle.
Laconi offre un secondo livello di lettura storica attraverso il Museo della Statuaria Preistorica della Sardegna, che custodisce una delle raccolte più significative di statue-menhir dell'intera isola. Queste sculture antropomorfe, databili tra il Neolitico finale e l'età del Bronzo, provengono da diverse aree del Sarcidano e del Mandrolisai, e documentano una tradizione figurativa di straordinaria coerenza formale. La loro presenza a Laconi non è casuale: il territorio circostante è stato uno dei principali contesti di ritrovamento, e il museo funziona come punto di raccordo tra la ricerca archeologica e la fruizione pubblica.
Chi raggiunge Laconi percorrendo le strade interne dell'Oristanese si trova in un entroterra che mantiene distanze considerevoli dai circuiti turistici costieri. Questa posizione geografica, spesso letta come marginalità, determina in realtà una qualità di fruizione difficile da replicare altrove: il parco è percorribile senza affollamenti, il bosco conserva una silenziosa densità, e il rapporto tra i resti del castello e il paesaggio naturale che li circonda si manifesta nella sua interezza, senza mediazioni.
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