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Borgo arroccato sulla Valle Peligna, Pacentro conserva un castello medievale appartenuto ai Caldora e un tessuto urbano di case addossate che raccontano secoli di storia appenninica.
Pacentro si trova a oltre 650 metri di quota, nella provincia dell'Aquila, sul margine orientale della Valle Peligna. Il borgo appartiene ai confini del Parco Nazionale della Maiella, e questa doppia appartenenza — alla storia degli insediamenti appenninici e alla geologia di un massiccio tra i più estesi dell'Appennino centrale — definisce il carattere del luogo prima ancora che lo sguardo si posi sui dettagli. Il costone su cui le case sono costruite non è uno sfondo: è la ragione stessa della forma urbana, che segue la roccia calcarea invece di ignorarla.
Il Castello Caldora domina il profilo del borgo con tre torri superstiti, leggibili anche da lontano come indici di una gerarchia del territorio che nel Quattrocento era ancora questione militare e politica insieme. I Caldora furono tra le famiglie più influenti del regno aragonese in Abruzzo, e il loro controllo su Pacentro si inseriva in una rete di possessi che copriva buona parte dell'Appennino centrale. Il castello non è un episodio isolato: presidia visivamente i valichi interni della Valle Peligna, e la scelta del sito risponde a una logica di controllo che precede i Caldora stessi, sedimentandosi in strutture successive. La cinta muraria medievale, in parte ancora leggibile, e la Chiesa di Santa Maria Maggiore completano un tessuto costruito che non ha subito le trasformazioni radicali comuni ad altri centri abruzzesi.
Le case in pietra calcarea si addossano le une alle altre seguendo la morfologia del costone, con vicoli che cambiano quota rapidamente e facciate che sembrano crescere dalla roccia per continuità di materia. Questo tipo di costruzione per accumulo — ogni generazione che aggiunge, consolida, sovrappone — produce un paesaggio urbano in cui la lettura cronologica è difficile ma la coerenza materiale è evidente. La pietra locale, estratta e lavorata con tecniche tramandate per secoli, conferisce al centro storico una tonalità uniforme che varia con la luce del giorno più che con i secoli di edificazione.
Pacentro è nota anche per la Corsa degli Zingari, una competizione podistica che si svolge la prima domenica di settembre in occasione della festa della Madonna di Loreto, patrona del borgo. I partecipanti corrono scalzi su un percorso in salita che attraversa il centro storico fino alla chiesa. La tradizione è documentata da secoli e costituisce uno dei riti popolari più riconoscibili dell'Abruzzo interno, in cui la dimensione religiosa e quella agonistica si intrecciano senza che l'una prevalga sull'altra nella memoria collettiva.
La posizione all'interno del Parco Nazionale della Maiella inserisce Pacentro in un contesto naturale che amplifica la distanza dai circuiti più frequentati. La Maiella, con le sue quote che superano i 2700 metri sul Gran Morrone, è visibile dal borgo e ne orienta la percezione dello spazio circostante. Circa 1186 abitanti risiedono oggi a Pacentro: un numero che restituisce la misura di una comunità che ha mantenuto continuità di presenza in un territorio che altrove ha visto spopolamenti profondi.
Verdenex84 · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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