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Nel borgo di Montappone, nel Fermano, un piccolo museo illustra la storia e le fasi di lavorazione del cappello di paglia, mestiere che ha reso celebre questo angolo delle Marche nel mondo.
Montappone sorge su una collina del Fermano, tra la Valle del Tenna e i contrafforti dei Monti Sibillini, a una distanza dall'Adriatico che si misura in pochi chilometri d'aria. Il nucleo più antico del borgo risale all'anno Mille, quando vi fu eretto un castrum poi passato sotto il controllo dei Brunforte, famiglia ghibellina tra le più influenti delle Marche medievali. Di quella struttura difensiva rimane ancora la trama dell'impianto urbano, con le sue strade strette e i palazzi addossati l'uno all'altro. Ma è un'altra storia, più recente e più quotidiana, a definire l'identità di Montappone nel panorama italiano.
A partire dal XVIII secolo, la lavorazione della paglia di grano — materiale di scarto dell'agricoltura locale — divenne un'attività diffusa tra le famiglie del territorio. Le donne intrecciavano strisce di paglia durante le ore serali, ricavando trecce che venivano poi cucite a formare cappelli. Quello che nacque come reimpiego domestico di un sottoprodotto agricolo si trasformò nel corso dei decenni in una vera vocazione produttiva collettiva, fino a costituire uno dei distretti manifatturieri più rilevanti d'Europa nel settore della cappelleria. Ancora oggi alcune aziende del comune e dei borghi limitrofi operano in questo comparto, mantenendo vivo un ciclo produttivo che unisce lavorazione artigianale e organizzazione industriale.
Il Museo del Cappello, ospitato in Piazza Roma negli spazi dell'ex palazzo comunale, raccoglie e ordina questa memoria. La sua storia istituzionale inizia nel 1991, con la costituzione del primo nucleo espositivo, e ha attraversato diversi trasferimenti e riallestimenti prima di tornare nella sede originaria. Il percorso museale segue le fasi della lavorazione nell'ordine in cui si svolgevano: dalla raccolta e selezione della paglia all'intreccio, dalla cucitura alla decorazione, fino alla distribuzione commerciale. Fotografie d'epoca, attrezzi manuali, macchine da lavoro dismesse e campionari di prodotto restituiscono la concretezza di un mestiere che ha scandito generazioni di vita familiare e comunitaria.
Ciò che il museo documenta non è soltanto una tecnica, ma un sistema di relazioni sociali ed economiche costruito attorno a un oggetto apparentemente semplice. Il cappello di paglia di Montappone ha raggiunto mercati internazionali, ha attraversato mode e crisi, si è adattato alle trasformazioni del gusto e della produzione. Seguire questa traiettoria attraverso gli oggetti conservati in Piazza Roma significa leggere, in scala ridotta, la storia di come un territorio rurale delle Marche abbia saputo costruire una propria identità produttiva distinta, riconoscibile e duratura.
Paulacastelli · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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