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Il palazzo Aymerich di Laconi ospita uno dei musei più significativi della Sardegna preistorica, dedicato alle statue-menhir sarde, sculture antropomorfe di straordinaria rarità nel panorama europeo. È un contesto culturale defilato che racconta una civiltà nuragica ancora poco esplorata dal turismo di massa.
Nel cuore della Sardegna centrale, a Laconi — comune della provincia di Oristano, adagiato sull'altopiano del Sarcidano — palazzo Aymerich custodisce una delle collezioni archeologiche più singolari della preistoria mediterranea. Il Museo della Statuaria Preistorica in Sardegna, istituito nel novembre del 1996 e noto anche come Menhir Museum, raccoglie statue-menhir rinvenute nel territorio circostante a partire dal primo ritrovamento documentato nel 1969. Con circa 6.500 visitatori registrati nel 2022, il museo resta uno spazio di ricerca e contemplazione lontano dai circuiti del turismo di massa, eppure la materia che conserva appartiene a una delle stagioni più enigmatiche della presenza umana in Europa.
Le statue-menhir sarde sono sculture antropomorfe ricavate dalla pietra locale, databili al III e II millennio a.C., che raffigurano figure umane stilizzate — talvolta con attributi che ne indicano il sesso, talvolta con elementi che rimandano a ruoli rituali o gerarchici. Non si tratta di menhir nel senso stretto del termine, cioè di monoliti grezzi eretti nel paesaggio, ma di sculture lavorate con intenzione figurativa, capaci di evocare una società organizzata, dotata di linguaggi simbolici propri. La concentrazione di questi manufatti nel territorio di Laconi non ha ancora trovato una spiegazione definitiva: la loro distribuzione geografica suggerisce che quest'area fosse un centro di produzione o di culto di rilevanza regionale, ma le ipotesi restano aperte.
Il palazzo che le ospita aggiunge un ulteriore strato di storia. Gli Aymerich furono una delle famiglie aristocratiche più influenti della Sardegna sabauda, e la loro residenza laconese — oggi sede museale — si inserisce all'interno del Parco Aymerich, un giardino storico di considerevole estensione che include le rovine di un castello medievale e una vegetazione in parte secolare. Il parco, la chiesa di Sant'Ignazio e il museo formano un insieme compatto nel quale epoche lontane convivono senza gerarchia apparente: la pietra preistorica, la torre medievale, il palazzo settecentesco.
Ciò che rende il Menhir Museum un caso degno di attenzione non è soltanto la rarità degli oggetti esposti, ma la misura in cui essi resistono all'interpretazione. Le statue-menhir di Laconi non hanno trovato un posto stabile nell'immaginario collettivo della preistoria europea — meno note dei menhir bretoni, meno celebrate dei nuraghi — eppure rappresentano una tradizione scultorea autonoma, sviluppata in un'isola che nel III millennio a.C. era già attraversata da rotte commerciali e culturali che collegavano il Mediterraneo occidentale con l'Egeo. Osservarle da vicino, nella penombra calibrata delle sale di palazzo Aymerich, è un'esperienza che restituisce la distanza reale tra noi e chi le ha concepite.
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