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Fornelli conserva una delle cinte murarie medievali meglio conservate d'Italia, percorribile a piedi con viste sul paesaggio molisano al tramonto.
Fornelli sorge su un colle a circa otto chilometri a ovest di Isernia, nei pressi del fiume Vardia, in una posizione che nel Medioevo non era stata scelta per caso. Il controllo visivo sul territorio circostante, le valli che si aprono verso il paesaggio molisano interno, la morfologia stessa del rilievo: tutto concorreva a fare di questo insediamento un punto difensivo di rilievo. Il borgo è oggi incluso nel circuito dei Borghi più Belli d'Italia, riconoscimento che in questo caso corrisponde a una realtà architettonica verificabile e non soltanto a un titolo onorifico.
La cinta muraria che ancora avvolge il centro storico può essere ricondotta, nella sua conformazione principale, al periodo angioino. In quell'epoca furono erette le torri che caratterizzano ancora oggi il profilo del borgo: strutture con una base a scarpa molto pronunciata — ovvero con un allargamento progressivo verso il basso, funzionale a resistere alle macchine d'assedio — e un fusto cilindrico sottile nella parte superiore. Le torri sono collegate dal cammino di ronda, che conserva parzialmente il carattere originario e che oggi porta il nome di Via Belvedere. L'impianto complessivo, tuttavia, affonda le radici in un sistema difensivo più antico, databile al X secolo, quando il nucleo urbano si concentrava attorno alla parte apicale del colle, dove erano collocate le sedi del potere civile e religioso.
Percorrere la Via Belvedere significa seguire il perimetro di una struttura che ha attraversato secoli senza perdere la propria leggibilità. Il cammino di ronda offre aperture sul paesaggio collinare molisano che mutano con la luce del giorno, e in particolare nelle ore del tramonto assumono una qualità cromatica difficile da descrivere con precisione. Non è casuale che lungo questo percorso sia incisa una citazione che recita: «Infelice è quell'uomo che non ha mai visto tramontare il sole a Fornelli». L'autore non è indicato nelle fonti disponibili, ma la frase è parte integrante dell'esperienza del luogo, quasi una didascalia lapidaria che qualcuno ha ritenuto necessaria — e che, nella sua misura, dice qualcosa di preciso sulla luce di questa parte del Molise.
Il borgo interno, con i suoi vicoli che si intersecano secondo una logica medievale ancora leggibile, completa un quadro in cui la stratificazione storica non è stata cancellata da interventi successivi. Fornelli è uno di quei luoghi in cui l'assenza di trasformazioni radicali — spesso frutto di marginalità economica piuttosto che di scelta consapevole — ha preservato una coerenza formale che altrove è andata perduta. La cinta muraria, in questo senso, non è un reperto isolato ma il bordo esterno di un tessuto ancora integro.
Gianfranco Vitolo from Sarno (Sa), Italia · CC BY-SA 2.0 — Wikimedia Commons
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