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Borgata isolata nel comune di Riomaggiore, raggiungibile solo a piedi attraverso un ripido sentiero, affacciata su un mare cristallino tra vigneti terrazzati e rocce a picco.
Monesteroli non compare sulle mappe dei tour organizzati, non ha un attracco per i battelli di linea, non è raggiungibile in automobile. Amministrativamente appartiene al comune di Riomaggiore, in provincia di La Spezia, e ricade all'interno del Parco Nazionale delle Cinque Terre, ma la sua posizione geografica — incastrata tra Riomaggiore e Portovenere, lungo un tratto di costa che piega verso il golfo — la tiene fuori dai circuiti che ogni anno portano milioni di visitatori nei cinque borghi celebri. Chi vuole arrivarci deve scegliere tra due sole vie: il mare aperto o il sentiero.
Il sentiero è quello che i locali chiamano la Scala del Paradiso, un percorso di circa 1100 gradini scavati nella roccia e nel terreno che scende dalla sommità del promontorio fino alla riva. La discesa attraversa i terrazzamenti vitati che caratterizzano tutta questa fascia costiera: muretti a secco costruiti nel corso di secoli per strappare suolo coltivabile alla pendenza, filari che producono uve destinate ai vini della denominazione Cinque Terre DOC. Il dislivello è pronunciato, il tracciato esposto, e per un lungo periodo il sentiero è rimasto chiuso per ragioni di sicurezza, riaprendo al pubblico solo in anni recenti dopo interventi di messa in sicurezza.
In fondo ai gradini si apre una piccola caletta di ciottoli scuri, stretta tra pareti rocciose che cadono direttamente nel Mediterraneo. Qui sorgono le poche abitazioni della borgata — una manciata di case in pietra, alcune delle quali ancora abitate, anche se la popolazione residente si è ridotta a pochissime unità. Non ci sono servizi, non c'è elettricità portata dalla rete ordinaria, non c'è il rumore di fondo che accompagna qualsiasi insediamento collegato alla viabilità ordinaria. Il paesaggio sonoro è quello della costa rocciosa: vento, onde, qualche gabbiano.
Questa condizione di isolamento non è il risultato di un abbandono recente, ma di una conformazione territoriale che non ha mai permesso lo sviluppo infrastrutturale avvenuto altrove. Mentre le Cinque Terre venivano raggiunte dalla ferrovia nella seconda metà dell'Ottocento — trasformazione che modificò profondamente l'economia e la demografia dell'intera costa — Monesteroli restava fuori da qualsiasi asse di collegamento. I suoi abitanti vivevano di pesca e di viticoltura, portando a spalla lungo i gradini tutto ciò che non poteva arrivare via mare. Quella struttura di vita è scomparsa, ma la morfologia del luogo è rimasta intatta.
Il fatto che il sentiero sia stato riaperto ha reso Monesteroli accessibile a un numero maggiore di escursionisti rispetto al passato, ma la difficoltà del percorso — e soprattutto la necessità di risalire quegli stessi 1100 gradini per tornare — continua a selezionare chi vi arriva. La borgata rimane uno dei pochi punti della Riviera di Levante dove il rapporto tra costa e entroterra si legge ancora nella sua forma originaria, senza mediazioni.
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