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Nelle vallate del Parco Nazionale del Gran Paradiso sopravvivono artigiani che mantengono in vita tecniche manuali tradizionali legate all'identità locale valdostana. Un patrimonio di saperi che resiste grazie alla tenacia di pochi custodi.
Cogne si trova al termine di una valle laterale che si apre a sud di Aosta, incuneata tra le pareti del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il fondovalle largo e pianeggiante, raro a queste quote, ha permesso nei secoli lo sviluppo di una comunità stabile, con una propria economia, una propria lingua — il patois francoprovenzale — e una propria cultura materiale. È in questo contesto di relativo isolamento geografico che certi mestieri hanno potuto sedimentarsi fino a diventare tratti distintivi dell'identità locale.
Tra le pratiche artigianali che ancora resistono nel centro storico di Cogne, il tombolo occupa un posto riconoscibile. Si tratta della tecnica del merletto a fuselli, lavorato su un cuscino cilindrico attorno al quale i fili vengono intrecciati secondo schemi tramandati di generazione in generazione. Il merletto di Cogne ha una storia documentata che risale a secoli fa, quando la produzione era diffusa tra le donne della valle come attività domestica e fonte di reddito integrativo nei mesi invernali. Oggi la pratica sopravvive grazie a un numero ristretto di artigiane che la esercitano ancora con continuità, e a iniziative di trasmissione che cercano di mantenere vivo il repertorio di disegni tradizionali.
Il contesto in cui questo artigianato si è formato non è separabile dalla geografia. Le valli del Gran Paradiso erano soggette a lunghi periodi di chiusura invernale, durante i quali la vita si concentrava all'interno delle abitazioni. Il lavoro manuale era una risposta pratica a quella condizione: riempiva il tempo, produceva oggetti utili o commerciabili, e organizzava la vita sociale attorno a momenti collettivi di produzione. Il tombolo, in particolare, era un'attività che si svolgeva in gruppo, nelle stalle riscaldate dalla presenza degli animali, in quella forma di convivialità montana che in Valle d'Aosta prende il nome di veillà.
Cogne ospita anche il Giardino Botanico Alpino Paradisia, attivo da metà giugno a metà settembre nel villaggio di Valnontey, e un centro visitatori dedicato al rapporto tra l'uomo e l'ambiente, collocato nell'area dell'antico villaggio minerario — la miniera di magnetite di Cogne fu tra le più importanti d'Europa per buona parte del Novecento. Questi luoghi restituiscono la stratificazione di un territorio che ha conosciuto forme di economia molto diverse tra loro, tutte legate alla specificità del luogo.
Ciò che rimane oggi del patrimonio artigianale non è un reperto museale ma una pratica ancora viva, anche se fragile. Il merletto a tombolo di Cogne è riconosciuto come espressione culturale del territorio valdostano, e la sua continuità dipende dalla capacità di trasmettere non solo la tecnica ma anche il sistema di conoscenze — i disegni, i punti, la nomenclatura locale — che la tecnica porta con sé. In questo senso, ogni oggetto prodotto è anche un documento: la traccia di un sapere che ha attraversato i secoli senza mai essere codificato in forma scritta, affidato invece alla memoria delle mani.
Dominicus Johannes Bergsma · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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