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Lago alpino di alta quota nel territorio di Bionaz, raggiungibile a piedi attraverso sentieri poco frequentati della Valpelline. Le sue acque di un blu intenso lo rendono una meta escursionistica di grande impatto visivo, lontana dai circuiti turistici principali.
La Valpelline è una delle valli laterali della Valle d'Aosta che il turismo organizzato ha attraversato senza mai davvero fermarsi. Risalendo verso il comune di Bionaz, l'ultimo abitato prima che la strada si chiuda contro le pareti del bacino artificiale di Place Moulin, si incontra il lago di Lexert in una posizione che non richiede né lunghe marce né attrezzatura specializzata: il lago sorge nei pressi del villaggio omonimo, circondato da un bosco di larici e abeti, e la strada regionale lo sfiora con una familiarità che potrebbe trarre in inganno sulla natura del paesaggio circostante.
L'acqua è di colore smeraldo, alimentata dallo scioglimento glaciale, e varia di tonalità secondo l'ora e la copertura nuvolosa. Dalle sponde orientali il panorama si apre su un arco di cime e ghiacciai di rilievo: la Dent d'Hérens, il Ghiacciaio Tza de Tzan, la Becca de Luseney, Les Grandes Murailles. Verso ovest si apre il Vallone di Vessona; a nord la catena del Morion e il Colle Crête Sèche, valico che conduce al Ghiacciaio di Otemma. In pochi gradi di rotazione dello sguardo si compone una geografia glaciale che appartiene alla fascia di confine tra Italia e Svizzera, con quote che superano i quattromila metri.
Il lago è iscritto tra i Luoghi del Cuore del FAI, la Fondazione per l'Ambiente Italiano, segnalazione che ne attesta il valore paesaggistico agli occhi di chi lo frequenta. Attorno alla sponda è stato realizzato un percorso accessibile alle persone con disabilità motoria, lungo circa 430 metri, e un'area attrezzata per la sosta. Questi interventi collocano Lexert in una categoria ibrida: non è un lago di alta quota raggiungibile solo dopo ore di cammino, né una meta da cartolina consumata dal passaggio di massa. La sua quota e la sua posizione nel comune di Bionaz lo tengono fuori dai circuiti principali della Valle d'Aosta, pur restando accessibile a un pubblico ampio.
Ciò che distingue Lexert dai laghi alpini più noti della regione è proprio questa stratificazione di accessibilità e isolamento. Il bosco che lo circonda attutisce i rumori e separa visivamente il lago dalla strada, restituendo una misura di raccoglimento che le infrastrutture presenti non compromettono. Le cime riflesse nell'acqua smeraldo appartengono a un sistema montuoso tra i più severi delle Alpi occidentali, e quella distanza — geografica e visiva — tra la sponda attrezzata e i ghiacciai sullo sfondo costituisce la cifra propria di questo luogo.
Francofranco56 · Public domain — Wikimedia Commons
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